Omelia (24-02-2026)
Missionari della Via


«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole». Oggi le parole che il Signore ci rivolge toccano un aspetto importante della nostra vita: saper chiedere a Lui. Anzi, potremmo dire che più che saper chiedere, si tratta di saper ascoltare! Quante volte ci accade di chiedere nella preghiera determinate cose (umanamente pensiamo anche buone), ma quando non veniamo esauditi cerchiamo di spiegare al Signore, perché ci servono quelle cose, perché ci serve quella grazia, moltiplicando le nostre parole. E quando accade che la nostra preghiera non viene esaudita, mettiamo in gioco l'amore del Padre celeste per ognuno di noi. Pensiamo che sia un Dio assente, muto, distaccato, che non ci comprende fino in fondo, lontano dalle nostre sofferenze ed esigenze. Ma sant'Agostino, a tal proposito, ci ricorda che «non tutto ciò che ci piace ci giova!». Certo, a volte non comprendiamo fino in fondo certe cose, ma in tutte queste circostanze risuonano forte le parole del Signore: "Ma tu ti fidi di me?". Quanto ci risulta difficile dire sì, quanto è difficile dire: Padre, sia fatta la tua volontà! Ci aiuti il Signore a crescere nella fede dire come quell'uomo del Vangelo: «Signore, io credo, Tu aiutami a credere nella mia incredulità» (cf Mc 9,24).

«"Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra". O mio tenero Maestro, quale gioia per me che tu non abbia fatto dipendere il compimento della tua volontà da un volere così debole quanto il mio! (...) Quanto infelice sarei, se tu avessi voluto che dipendesse da me che si compia o no la tua volontà. Ora, ti do liberamente la mia volontà,... poiché una lunga esperienza mi ha fatto conoscere i vantaggi di tale abbandono. Che profitto immenso, amiche mie! Ma d'altra parte, che perdita immensa, se non adempiamo ciò che offriamo al Signore in questa domanda del Padre nostro. (...) Voglio dunque dirvi, o richiamarvi, quale è questa volontà. Non temete che sia di darvi ricchezze, piaceri, onori, né alcun bene di quaggiù. Egli non nutre per voi un amore così piccolo da darvi queste cose! Egli dà molta importanza al presente che gli offrite, e intende ricompensarvi molto per questo, poiché fin da questa vita vi dà il suo Regno. (...) Guardate figlie mie, ciò che Dio ha dato al Figlio suo che amava al di sopra di tutto; in ciò potrete riconoscere quale sia la sua volontà. Sì, tali sono proprio i beni che egli fa a noi in questo mondo. Dà in proporzione all'amore che nutre per ognuno di noi, tenendo conto anche del coraggio che vede in ognuno e dell'amore che abbiamo per lui. Colui che lo ama molto, viene riconosciuto come capace di soffrire molto per lui, e colui che lo ama poco, di soffrire poco. Per parte mia, sono certa che la misura della nostra forza per portare una grande croce oppure una piccola croce, è la misura del nostro amore» (santa Teresa D'Avila).