| Omelia (22-02-2026) |
| Missionari della Via |
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Questa prima domenica di Quaresima ci presenta le tre tentazioni di Gesù nel deserto: sono le tentazioni dell'uomo di sempre. «Le grandi tentazioni non sono quelle di cui è preoccupato un certo cristianesimo moralistico, non sono quelle, ad esempio, che riguardano il comportamento sessuale, ma quelle che vanno a demolire la fede» (O. Clément). Il Vangelo delle tentazioni, che non è un raccontino, ci dice una cosa molto importante: perché Gesù deve essere tentato? Perché l'uomo deve essere tentato? Semplice: perché nella tentazione conosce se stesso! Noi possiamo comprendere di essere liberi se abbiamo affrontato una tentazione e l'abbiamo, con la grazia di Cristo, vinta. Da dove si vede, ad esempio, che siamo generosi? Se un amico bussa alla nostra porta e ci trova aperti ad aiutarlo. Da dove si vede se siamo miti? Se veniamo aggrediti e non rispondiamo con la violenza. Appunto per questo il Vangelo ci dice che le tentazioni iniziano quando Gesù ha fame; cioè le tentazioni iniziano quando siamo posti al limite delle situazioni, quando siamo deboli. La prima tentazione: pietre o pane? «Se sei figlio di Dio dì a questa pietra che diventi pane». La tentazione è cercare la vita dove non c'è vita. Noi spesso cerchiamo riempimento, soddisfazione dai tanti surrogati che il mondo ci propone. Noi cerchiamo di rendere commestibile ciò che commestibile non è. Una pietra può mai sfamare? Noi vogliamo essere appagati, sfamati dal lavoro, dal potere, dai soldi, dai figli, dal coniuge. Tutto deve essere piegato ai nostri desideri, alla nostra fame; tutto per noi deve diventare pane. Per questo ci fa bene chiederci: ma noi dove cerchiamo la vita? Di che cosa ci nutriamo? La seconda tentazione è una sfida aperta a Dio. «"Buttati giù, chiedi a Dio un miracolo" ciò che sembrerebbe il più alto atto di fede - a occhi chiusi, con fiducia! - ne è, invece, la caricatura, pura ricerca del proprio vantaggio» (Ermes Ronchi). Buttarsi giù dal pinnacolo è voler provocare una reazione da parte di Dio. È come se il Signore dovesse venire dietro alle nostre iniziative, pensando: tanto Dio è buono, perché non mi dovrebbe aiutare? Ma in verità è bene chiedersi: le mie iniziative sono il volere di Dio? O Lui deve essere solo colui che mi conferma in quello che io ho deciso di fare? In verità noi vogliamo spesso un Dio a nostro servizio. Nella terza tentazione il diavolo rilancia: "ti do gloria e potere su tutto se tu ti prostri ai miei piedi". Ma è chiaro che l'offerta del potere chiede compromessi. Quanta gente scende a compromessi per ottenere una cosa. Quanta gente vive nella menzogna per ottenere, per possedere. Quanta gente distrugge sé stessa e la propria identità. «Il diavolo fa un mercato con l'uomo. Esattamente il contrario di Dio, che non fa mai mercato dei suoi doni. E quanti hanno seguito le strade del Nemico dell'umanità, facendo mercato di se stessi, vendendo la loro dignità in cambio di carriera, poltrone o denaro facile, ci fanno riflettere: a che serve gonfiarsi di soldi e di poteri, se poi perdi vita, se ci rimetti in umanità, se vendi l'anima?» (Ermes Ronchi). Ora, Gesù non solo è stato tentato ma soprattutto ha vinto la tentazione e insegna anche a noi come vincerla. «Gesù vince le tentazioni. E come le vince? Evitando di discutere col diavolo e rispondendo con la Parola di Dio. Questo è importante: col diavolo non si discute, non si dialoga! Gesù gli fa fronte con la Parola di Dio. Cita tre frasi della Scrittura che parlano di libertà dalle cose (cfr Dt 8,3), di fiducia (cfr Dt 6,16) e di servizio a Dio (cfr Dt 6,13), tre frasi opposte alle tentazioni. Non dialoga con il diavolo, non negozia con lui, ma respinge le sue insinuazioni con le Parole benefiche della Scrittura. È un invito anche per noi: con il diavolo non si discute! Non lo si sconfigge trattando con lui, è più forte di noi. Il diavolo lo sconfiggiamo opponendogli con fede la Parola divina. In questo modo Gesù ci insegna a difendere l'unità con Dio e tra di noi dagli attacchi del divisore!» (papa Francesco). PREGHIERA Signore, io so che Gesù è accanto a me nella lotta e che con lui riporterò la vittoria su ogni insidia del Nemico. Vieni in mio aiuto, affrettati a soccorrermi (Padri del deserto, IV secolo) |