| Omelia (17-02-2026) |
| Missionari della Via |
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«Avete il cuore indurito? Non vi ricordate quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme avete potato via?». Gesù con queste parole rimprovera i suoi discepoli che si preoccupano di avere un solo pane per sfamarsi, dimenticando quanto il Signore aveva in precedenza fatto: con cinque pani aveva fatto mangiare cinquemila uomini! Questo accade anche oggi nella nostra vita: spesso dimentichiamo le grazie del Signore. Siamo sempre lì a chiedere segni e dimostrazioni di attenzione, di grazie, di cose che ci facciano gridare al miracolo! Noi siamo spesso in apprensione, abbiamo paura di qualche inconveniente, che qualcosa che non vada per il verso giusto. Siamo sempre preoccupati per il domani, finendo così per non vivere l'oggi che il Signore ci dona. Perdiamo l'occasione di guardare e vivere le cose belle che la vita ci riserva: la tenerezza dei figli, l'amore del coniuge, lo sguardo di una persona cara. Dimentichiamo di andare a visitare le persone sole perché siamo preoccupati e andiamo di corsa a sbrigare chissà quante e quali cose. Pensiamo spesso solo alle cose materiali, dimenticando ciò che va vissuto in pienezza. Noi abbiamo necessità di ripensare, di richiamare alla memoria i momenti belli che abbiamo vissuto con il Signore, perché questi sono un po' come il fondamento, la goccia di rugiada nei momenti bui, di aridità spirituale nella nostra vita. Perché il Signore ci dovrebbe abbandonare? Ci ha forse abbandonato in passato? Non abbiamo forse sperimentato in passato la sua provvidenza, il suo amore? Viviamo dunque con sentimenti di gratitudine quest'oggi che il Signore ci dona, perché non abbiamo che l'oggi per amare e per ringraziare. «Quando il cuore diventa indurito, quando il cuore si indurisce, si dimentica... Si dimentica la grazia della salvezza, si dimentica la gratuità. Il cuore duro porta alle liti, porta alle guerre, porta all'egoismo, porta alla distruzione del fratello, perché non c'è compassione. E il messaggio di salvezza più grande è che Dio ha avuto compassione di noi» (Papa Francesco). |