| Omelia (15-02-2026) |
| padre Gian Franco Scarpitta |
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Quel che conta è l'amore Il nostro atteggiamento di fronte alle Istituzioni e alle leggi perentorie scritte. La formazione umana e il senso di responsabilità verso la comunità dovrebbe determinare che tutti le osserviamo puntualmente e con radicalità; invece tante volte si tenta di eluderle o di raggirare l'ostacolo. Si trovano pretesti a volte ridicoli e gratuiti per disattendere una norma e quando si conoscono espedienti per non essere in linea con il proprio dovere, vi si fa ricorso immediato. C'è chi evade il fisco sotto tutti gli aspetti, chi viola volutamente il codice della strada e chi addirittura, anche se non nella materia grave, arriva a commettere anche un reato per auto esentarsi dai propri doveri di legge. Tutti dovremmo essere ligi e puntuali nell'osservanza delle norme e delle leggi, ma spesso si agisce con approssimazione e superficialità." Winston Churchill diceva: "Se due persone fumano sotto il cartello ‘Vietato fumare' fai loro la multa. Se venti persone fumano davanti allo stesso cartello ‘Vietato fumare', chiedi loro di spostarsi. Se cento persone fumano sotto il cartello ‘Vietato fumare' togli il cartello". Di fronte alla refrattarietà della massa, le regole e le normative sono inefficaci. D'altra parte avviene che non sempre le stesse leggi, una volta entrate in vigore, vengano fatte applicare sempre e in ogni caso e non di rado si verifica il famoso detto: "Fatta la legge, trovato l'inganno. Come pure c'è chi sulle norme adopera eccessiva precisione e pedanteria che potrebbe rivelarsi anche dannosa, come si è evinto in questi ultimi tempi dalla cronaca di un conducente di autobus abbastanza meticoloso. La liturgia di oggi affronta questo spinoso argomento, in primo luogo con il libro del Siracide: "Se vuoi osservare i suoi comandamenti (di Dio), essi ti custodiranno", sottolineando il concetto che ogni autorità deriva da Dio e che solo in un'ottica di fede e di profonda apertura è possibile impostare un corretto rapporto con le varie prescrizioni. Per questo stesso motivo, al di là della lettera scritta del monito o della legge, occorre che vi sia in ciascuno l'imperativo etico dell'amore, che conduce alla responsabilità e all'interesse per gli altri. Anche in altre parti della Bibbia si specifica che la legge divina corrisponde alla realizzazione personale e collettiva dell'uomo e che il fondamento di tutte le leggi è l'amore. Tale è la prerogativa per la quale diventa facile o almeno fattibile che ciascuno osservi qualsiasi norma o prescrizione; tale dev'essere anche la motivazione adeguata per cui anche chi legifera o da disposizioni provveda nel modo più obiettivo e adeguato. Con la finalità cioè di realizzare leggi e normative che davvero mirino al bene comune e che tutti siano in grado di osservare facilmente. Detto in altri termini, l'amore è la caratteristica più congeniale sia per chi promulga le leggi, sia per chi è chiamato ad osservarle. Se alligna nel cuore umano la volontà di amare e di donarsi, tutte le norme diventano eseguibili, perché si accresce sempre più il senso del dovere, della responsabilità e dell'interesse per il prossimo. Una frase che taluni attribuiscono ad Aristotele (?) afferma che "Quando c'è l'amore ogni legge è superflua", perché il dovere proviene direttamente dalle ragioni del cuore; Paolo dice che "l'amore è il pieno compimento e il fondamento della legge"(Rm 13, 10). Per questo motivo Gesù si appella ai principi del cuore e della formazione interiore, che vanno ben oltre la lettera scritta: non basta l'astensione esteriore da un atto illecito per essere ottemperante con la volontà divina e con i Comandamenti, ma occorre che anche il cuore di ciascuno sia libero da cattive intenzioni. Non è sufficiente quindi non darsi all'atto pubblicamente evinto di adulterio, ma occorre amare la propria donna (uomo) intensamente, covare tale amore nell'interiorità perché sia davvero sincero e disinteressato e di conseguenza non essere interiormente proteso verso un'altra donna. Insomma non basta non commettere adulterio, ma occorre amare sempre il coniuge per non tradirlo. Non è sufficiente astenersi dall'omicidio e dalla violenza, ma occorre anche che il nostro amore per il prossimo si riproduca nel rispetto delle persone, anche quelle detestabili, nella tutela della loro dignità, del loro onore e nell'estinzione di ogni odio e rancore interiormente coltivati nel nostro intimo. Non è sufficiente non rubare o non nuocere a nessuno, ma è indispensabile anche non desiderare quanto altri possiedono e usare attenzione per la roba che non ci appartiene. E se un arto o un membro del nostro corpo si trova nella consuetudine di essere adoperato per finalità improprie a danno del prossimo (lo scandalo), meglio sarebbe non farne uso. In tutto questo Gesù non si mostra un sovversivo del sistema di legiferazione vigente, poiché non invita alla trasgressione di alcuna delle norme prescritte. Queste conservano il loro valore e vanno osservate senza riserve ne' reticenze. Ma non è sufficiente la sola lettera del Comandamento per realizzare l'uomo e la società in cui vive. Asservirsi alla normativa scritta vuol dire agire semplicemente per costrizione, fuggire continuamente a controlli e discipline esteriori,, comportarsi per ciò stesso da sottomesso e non essere davvero libero e affrancato da coercizioni a volte procurate. La legge imposta peraltro vieta il peccato e la trasgressione, ma non offre la forza e lo sprone per evitarli; e soprattutto non da' la consapevolezza che il peccato rovina e distrugge nella misura in cui invece l'amore edifica. Il comune denominatore dell'amore concepisce invece la vera libertà della persona responsabile e coerente, per la quale ogni legiferazione viene accolta in quanto occasione di realizzazione per se stessi e per gli altri e il core umano ne è il solo artefice e promotore. L'amore è all'origine della trasparenza e dalla comprovata sincerità per cui "un volto sereno è espressione di un animo buono"(Sr 13, 25 - 26). La lettera uccide, lo Spirito da' la vita (2Cor 3, 6); la sola norma non porta alla gioia e alla vita, ma il senso interiore che ci è accordato dallo Spirito Santo è l'unico in grado di vivificarci adesso e per l'eternità. |