Omelia (15-02-2026)
don Roberto Seregni
Ma io vi dico...

Nelle prime righe di questo impegnativo brano evangelico, Gesù dichiara solennemente di non essere venuto ad abolire nulla della legge antica. Lo sappiamo bene: la sua missione è dare compimento. Ma, leggendo il testo con calma, ci troviamo davanti a una contraddizione apparente. Il Maestro, infatti, ripete più volte: «Avete inteso che fu detto... ma io vi dico...», lasciando trasparire una certa rottura con il passato. C'è un prima e un dopo. È innegabile: nulla, dopo Gesù, è rimasto uguale.
Proprio su questo punto dobbiamo concentrare la nostra attenzione. Gesù non abolisce la legge, ma ci chiama a entrare nel suo cuore pulsante.
Gesù dice: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli».
Cosa significa superare la giustizia degli scribi e dei farisei? Qual è il di più che Gesù chiede ai suoi discepoli?
Non si tratta certamente di un di più quantitativo, cioè rispettare un numero maggiore di precetti e prescrizioni. Il mondo giudaico aveva già una casistica articolatissima, composta da ben 613 precetti della legge - 248 come le ossa del corpo umano, più 365 come i giorni dell'anno. Fare di più sarebbe stato davvero impossibile!
Il di più che Gesù chiede ai suoi discepoli è decisamente qualitativo.
Cioè? Sette proposte concrete per te e la tua comunità.
1. Lasciati guidare dallo Spirito e non dal «si è sempre fatto così».
2. Apriti all'ascolto assiduo e sincero della Parola.
3. Mettiti a mani vuote alla presenza del Risorto.
4. Fa' attenzione ai poveri, agli ultimi, agli abbandonati.
5. Guarda le cose con gli occhi di Gesù.
6. Fa' meno cose, falle insieme, falle meglio e falle con gioia.
7. Abbandona i pettegolezzi, le lamentele e le critiche inutili.

Provaci e fammi sapere!
Un abbraccio, don Roberto Seregni