| Omelia (10-02-2026) |
| Missionari della Via |
|
Questo vangelo è lungo e complesso ma ha un tema: la purezza. Al tempo di Gesù vi erano delle norme, che non erano rituali per appesantire, ma servivano a sottolineare l'importanza del rapporto con Dio. Quindi vi era un intento buono dietro le abluzioni, le preghiere, le norme. Tutte queste cose erano il tentativo dell'uomo di purificarsi, risolvere i suoi problemi togliendosi dello sporco dal corpo per entrare in rapporto con Dio. Oggi tutto ciò ci sembra strano, ma in un certo modo questo accade oggi anche a noi. Pensiamo che la nostra vita possa cambiare grazie ad un cambiamento esterno. Cambiare le cose come sono attorno a noi, regole su regole, mettendo leggi rituali, che sono "cose di ogni giorno". Oggi abbiamo rituali per la mente, per il corpo ma non otteniamo lo scopo profondo. Magari stiamo meglio fisicamente, la cura della nostra situazione circostante ci migliora, siamo più comodi ma non è vero che siamo più felici, non è questo che salva l'uomo. Non c'è nulla che entrando nell'uomo lo rende impuro ma ciò che esce dal di dentro. Noi spesso non crediamo a ciò, roviniamo la nostra vita dal nostro cuore, dalle cose brutte che ci portiamo dentro. Non comprendiamo che le cose si cambiano dal di dentro, è inutile cambiare moglie, casa, lavoro, occorre che cambi il nostro cuore. Gesù ha fatto questo per noi morendo sulla croce. Egli ha cambiato le cose dal di dentro, Egli si è fatto impuro, maledetto per salvare noi. Questo ci dice che si può vivere qualcosa di brutto, ma metterci dentro qualcosa di bello. Se non fosse vera questa parola allora saremmo tutti condannati. Le cose invece diventano belle perché hanno dentro qualcosa di bello. Oggi il Signore ci dice che noi possiamo vivere bene, che il nostro cuore può essere purificato, ma non solo per uno sforzo umano, ma da Lui che ha donato la sua vita per noi. Il Vangelo di oggi annuncia la vera soluzione: aprirci all'amore di Dio e cambiare tutto. «Il criterio ultimo di ciò che deve essere conservato o cambiato nella vita della chiesa è sempre l'agàpe, la carità» (Isacco della Stella). |