| Omelia (01-02-2026) |
| Omelie.org (bambini) |
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Buon giorno ragazzi e buona domenica. Oggi, la liturgia della Parola ci dona un brano di Vangelo che definirei l'ABC della vita cristiana, cioè le basi di coloro che scelgono di camminare dietro a Gesù. Il brano che abbiamo ascoltato, quello delle beatitudini, è perciò un brano importantissimo, direi fondamentale. E cerco di spiegarvi subito il perché. Quasi tutti voi frequentate le scuole primarie. Si chiamano primarie non solo perché sono le prime scuole a cui siete iscritti, ma perché in queste prime scuole c'è l'ABC, ci sono le basi delle prime conoscenze delle varie materie che poi approfondirete nelle scuole superiori e soprattutto all'università. È in queste scuole che vi formate, proprio come in una palestra, al sapere, alla conoscenza non solo delle cose, ma allo studio, ad elaborare uno scritto, a presentare ad alta voce, davanti non solo alla insegnante ma a tutti i compagni, quello che avete imparato e appreso. Tutto questo è la base che regge il vostro sapere futuro. Se vivete la scuola primaria con impegno, con studio e lavoro personale, ascoltando ciò che gli insegnanti dicono, allenandovi a distinguere i tempi della conoscenza e del sapere da quelli della ricreazione, allora sarete preparati ad affrontare percorsi più importanti nelle scuole future. Non è sempre facile per un ragazzo fare tutto questo perché la stanchezza, e a volte la noia nel ripetere alcune lezioni, possono prendere il sopravvento sulla buona volontà... però se uno rimane fedele al suo dovere, sperimenta poi la gioia nel vedere che la sua fatica porta buoni risultati. Ho fatto questa lunga introduzione perché questo brano del Vangelo, come dicevo all'inizio, è il brano base per la nostra vita di credenti, è un brano che chiede e chiederà, l'impegno di tutta la nostra vita. Certamente tutto è proporzionato all'età che viviamo, perché il Signore non ci domanda delle cose impossibili da realizzare. Allora vediamo insieme questa pagina di Vangelo. Gesù oggi ci sta parlando di Dio e del suo Regno, e ci dice che coloro che accolgono nella loro vita Dio e cercano di rendere presente oggi il suo regno, conosceranno una gioia grande: saranno davvero felici. Mi sembra che sia una bella proposta non vi pare? Chi di noi non vuole vivere nella gioia? È proprio difficile trovare una persona che gode di stare nella tristezza! Bene. Gesù ci dice: Vuoi trovare la gioia? Seguimi in questo cammino. La prima beatitudine dice così: Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli. Beati i poveri! Questa espressione ci suona male, infatti nessuno di noi vuole essere povero! E Gesù non è forse venuto sulla terra per cancellare la povertà, per far star bene le persone? Allora questa espressione cosa vuole dire? Vuol dire che coloro che scelgono di condividere quello che hanno con chi ha meno di loro o addirittura con chi non ha davvero nulla sono felici, beati. Gesù afferma che coloro che scelgono di vivere così saranno beati perché Dio sarà così contento del loro atteggiamento che li riconoscerà come figli somiglianti a lui nell'amore: questo vuol dire l'espressione "Di essi è il regno dei cieli". L'evangelista Matteo è ebreo e, da buon ebreo, non nomina mai Dio per nome perché è un nome sacro e per far capire che sta parlando di Lui usa dei sinonimi. Regno di cieli significa proprio che Dio li riconosce come figli e li accoglie nel suo Regno, perché il loro cuore somiglia nell'amore al cuore di Dio. Anche Gesù ha fatto questo, ci dice San Paolo che: "Gesù da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà" (2Cor 8,9). Ecco. Gesù è colui che per primo mette in pratica questa pagina di Vangelo. Condividere vuol dire fare a metà, dividere con qualcuno ciò che si ha e ciò che si è. Sì può condividere una merendina, si può condividere l'amicizia, si condivide aiutando qualcuno che ha difficoltà nella materia in cui io riesco meglio ecc. "Beati coloro che sono nel pianto perché saranno consolati". Di quale pianto si tratta? Non certo del pianto che scaturisce dai capricci... qui si parla del pianto che nasce dalla tristezza o dal dispiacere che sentiamo dentro di noi quando ci accorgiamo di aver chiuso il cuore al bene, di essere stati egoisti, insomma di non esserci impegnati a costruire, insieme a Gesù, il regno di Dio che è un regno dove tutti sono fratelli, tutti vivono in pace. Il luogo dove costruisco questo regno e lo rendo visibile è la famiglia, è la scuola, è l'oratorio. "Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia". Qui non si tratta della giustizia dei tribunali, ma della capacità di "fare la cosa giusta secondo il progetto di Dio". Per esempio, quando dobbiamo fare delle scelte possiamo chiederci: che cosa farebbe Gesù al posto mio? Quale scelta giusta farebbe? E vi assicuro che possiamo capire molto bene da che parte si schiererebbe Gesù. Poi ci viene detto che i misericordiosi saranno beati perché troveranno misericordia. Essere misericordiosi significa saper scusare, saper perdonare sempre, e il Signore ci ricorda che con la misura con cui noi perdoniamo saremo perdonati da Lui. "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio". Per gli ebrei la purezza risiede nel cuore. Il cuore puro non è un cuore bugiardo, un cuore falso. Voi sapete bene a cosa mi riferisco: ad esempio, posso dire a una persona che gli sono amico mentre nel mio cuore sento di non esserlo affatto. Essere puri significa allora avere un cuore che è capace di comandare le nostre azioni perché siano vere. Il Signore conosce i nostri pensieri, addirittura li scruta. E Lui gode quando vede una persona che non dice parole diverse dai pensieri che custodisce nel suo cuore! "Beati i costruttori di pace perché saranno chiamati figli di Dio". Che Bello! C'è tanto bisogno di costruire la pace, non solo nel mondo ma anche attorno a noi. E la pace si costruisce veramente giorno dopo giorno con gesti e parole di pace, gesti e parole che anche un ragazzo della vostra età può fare e deve impegnarsi a fare sempre. "Beati i perseguitati per causa della giustizia". Vi chiederete: "Ma si può essere perseguitati quando uno fa il bene?". Purtroppo succede e succede più spesso di quanto crediamo. Ci sono persone che a volte godono di far soffrire altre, e allora cercano di metterle in difficoltà, di scoraggiarle, di bullizzarle. Qualche ragazzo può essere preso in giro perché è generoso, perché è buono e attento in classe, perché è rispettoso. Qualcun altro può mettere in difficoltà un amico che frequenta l'oratorio... Quando si fa la cosa giusta può succedere di essere messi in difficoltà, perché a volte il bene infastidisce chi bene non fa. "Beati i miti". Ho lasciato volutamente questa beatitudine per ultima. Chi è il mite? È il resiliente. Vi ho detto una parola difficile. Resiliente è quel materiale che, anche quando prende dei colpi, non si spezza, non si modifica, non cambia. Con questo brano delle beatitudini siamo chiamati a camminare dietro a Gesù che è il mite per eccellenza. Rimane fedele a Dio, al suo amore perché si sente amato, si sente figlio. Allora il segreto per vivere bene questa pagina di Vangelo è conoscere l'amore di Dio per me, fare esperienza di questo amore. E come si fa? Proviamo a leggere questa pagina delle beatitudini tutti i giorni della settimana, magari impegnandoci a metterne in pratica una al giorno. Io penso che sia un buon cammino per conoscere l'amore di Dio e trovare la vera gioia. Buona domenica! Commento a cura di Piera Cori |