| Omelia (07-02-2026) |
| Missionari della Via |
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Meditando sul Vangelo di oggi, quale abisso di differenza notiamo tra la compassione di Gesù e quella dei discepoli, quale abisso tra la nostra compassione e quella di Gesù! I discepoli, tornati pieni di gioia per la loro predicazione e per i frutti che ha portato, sono invitati da Gesù a riposare in un luogo in disparte. Già questo ci dice che il vero riposo non nasce dall'andare in ferie, lontano dalla preghiera e dalla s. Messa, ma dallo stare con Gesù! E noi ci domandiamo: dove cerchiamo e troviamo riposo? L'attenzione di Gesù per i suoi è colma di compassione e di tenerezza: Egli è attento alla loro fatica, al loro bisogno di riposare. Così come è attento alla sofferenza della folla: Egli, infatti, vedendo tanta folla sofferente che li ha preceduti, ne ha compassione, compassione di madre e di padre. Gesù non ha riposo perché la carità non va mai in vacanza. E così, davanti ad una grande folla, Egli si mette ad insegnare molte cose. È particolare che i versetti di questo Vangelo non ci dicono che Egli guarì, ma che Egli si mise ad insegnare molte cose. Uno potrebbe pensare: "ma come, la gente soffre e Lui insegna?" Sì, c'è da aiutare la gente a comprendere che anche la sofferenza è una via per giungere alla verità. Gesù insegna che Dio si è schierato dalla parte degli ultimi, dei sofferenti. Gesù insegna che in Lui non c'è solo guarigione fisica (sarebbe troppo poco), ma salvezza. Gesù ci insegna a non disperare nella prova: magari nella vita tante cose non si risolvono ma Egli ci insegna un nuovo modo di affrontarle, facendo dei problemi un'occasione di bene e non solo motivo di lamentela. Le prove sono occasioni per testimoniare il nostro essere cristiani, le prove sono occasioni per amare! E noi come stiamo vivendo le prove della nostra vita? «"Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco!". Queste parole si possono applicare certamente a quei momenti di riflessione e di ritiro spirituale, ma forse soprattutto a quel "riposo" settimanale che è la Messa della domenica. Non so se la Liturgia domenicale ordinariamente è vissuta con questo spirito, ma se si dovesse cercare un testo evangelico per esprimere la spiritualità della domenica, queste parole di Gesù sono adattissime. Nella Messa domenicale siamo tutti condotti "in disparte", in un luogo diverso dalle ordinarie occupazioni, fossero anche quelle delle vacanze, per poter dialogare con il Signore, ascoltare una parola vera sulla vita, nutrirci di un'amicizia salda, ricevere una forza capace di sostenerci. Non si tratta di evadere dalla vita. L'incontro con il Signore nella domenica non separa dal tempo ordinario della vita, semmai fa come da cerniera tra la settimana passata e quella che sta per iniziare; è come una luce che illumina il tempo di ieri, per comprenderlo, e quello di domani, per tracciarne il percorso» (mons. Vincenzo Paglia). |