| Omelia (06-02-2026) |
| Missionari della Via |
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Giovanni Battista viene ucciso. Il suo coraggio della verità proclamata in faccia ai potenti l'ha portato ad essere decapitato. Nella Chiesa e nel mondo, anche a costo di persecuzioni ed incomprensioni, dobbiamo essere mossi dall'amore per la verità. Noi, spesso, perdiamo il coraggio della profezia e per evitare problemi finiamo per andare a braccetto con la menzogna. I tanti cristiani che soffrono nel mondo a causa della loro fede, i tanti martiri che danno la vita pur di non tradire la verità ci fanno impallidire e vergognare per il nostro cristianesimo da salotto. Noi siamo spesso quelli che parlano a tutti degli errori degli altri solo per il gusto di parlarne e distruggerne la reputazione. Occorre che chiediamo al Signore, per intercessione di Giovanni Battista, il coraggio di batterci per la verità, di sapere correggere per amore della verità. Nel momento in cui notiamo qualcosa che non è conforme alla Parola di Dio, siamo chiamati a correggere nella Verità del Vangelo, e questo non perché siamo giudici del nostro fratello o della nostra sorella ma, al contrario, perché li amiamo e desideriamo guadagnarli al Signore. Se il nostro fratello commette qualcosa che non è conforme alla Scrittura, dobbiamo dirglielo. Il nostro messaggio non può essere diverso da quello di Giovanni. Questo deve essere anche il nostro atteggiamento nel mondo: non possiamo far finta di nulla, offrire un sorriso a chi ci presenta cose e situazioni non conformi alla volontà di Dio. Dobbiamo chiedere al Signore la forza e talvolta il coraggio di dire: "Non è lecito". «L'evangelista dice anche che Erode ascoltava Giovanni con grande piacere anche se aggiunge che non mancavano le perplessità (6,20). Anche in questo caso è interessante scrutare il verbo greco [aporéō]: indica una persona incerta, qualcuno che non sa quale direzione prendere. In apparenza può sembrare un atteggiamento positivo, fa pensare a qualcuno che s'interroga e si lascia interpellare dagli eventi. In realtà, descrive una persona incapace di prendere le decisioni, un'incertezza patologica che lo rende prigioniero dei suoi pensieri. Erode non sa decidersi ma, quando si tratta di difendere una promessa insensata fatta ad una ragazzina, uso il suo immenso potere per condannare a morte, senza pensarci due volte. L'indecisione sulle cose serie della vita porta inevitabilmente a compiere scelte dettate dalla superficialità o dalla convenienza» (don Silvio Longobardi). |