Omelia (04-02-2026)
Missionari della Via


Gesù giunge nella sua patria e si mette a insegnare. Molti rimanevano stupiti del suo sapiente insegnamento e non credono a come ciò sia possibile: "come è possibile? noi lo conosciamo è un falegname, il figlio di Maria". Neanche Giuseppe è menzionato. Chissà costoro cosa pensavano di Maria e di Giuseppe vista la nascita di Gesù prima del matrimonio! E così Gesù non poté operare molte guarigioni a causa della loro incredulità. Questo accade a noi ancora oggi. Noi siamo spesso incapaci di vedere le cose belle o di ascoltare le persone perché siamo colmi di pregiudizi. Incaselliamo le persone secondo i nostri modi di pensare, pensando che il nostro pensiero sia l'unico intriso di verità. Magari abbiamo conosciuto persone lontane dalla fede che vivevano nel peccato e dopo siamo stati incapaci di scorgere in loro un cambiamento in meglio. Se le vediamo cambiate, magari pensiamo che ci sia sotto qualcosa, perché in fondo non possono cambiare. E così, mentre il Signore attraverso lo Spirito Santo imprime in loro un sigillo di appartenenza a Lui, un sigillo d'amore e di verità, noi mettiamo sigilli di condanna! S. Agostino diceva: «Signore ho paura che tu passi e io non me ne accorga». Ecco, magari il Signore ci parla attraverso degli eventi, attraverso delle persone e noi non ce ne rendiamo conto, perché le risposte non arrivano direttamente da Lui, o perché magari non sono come noi desideriamo e vogliamo. Chiediamo al Signore un cuore libero da ogni pregiudizio perché possiamo scorgere il bello e il giusto da qualsiasi parte ci arrivi

«Alla fine, perché i compaesani di Gesù non lo riconoscono e non credono in Lui? Qual è il motivo? Possiamo dire, in poche parole, che non accettano lo scandalo dell'Incarnazione, che Dio si riveli nella piccolezza della nostra carne... che Dio abiti nel volto, nelle parole, nei gesti di un semplice uomo. Ecco lo scandalo: l'incarnazione di Dio, la sua concretezza, la sua "quotidianità". Gesù di Nazaret, si è fatto compagno di strada, si è fatto uno di noi. "Tu sei uno di noi": dirlo a Gesù, è una bella preghiera! E perché è uno di noi ci capisce, ci accompagna, ci perdona, ci ama tanto. Chiediamo alla Madonna, che ha accolto il mistero di Dio nella quotidianità di Nazaret, di avere occhi e cuore liberi dai pregiudizi e avere occhi aperti allo stupore: "Signore, che ti incontri!". E quando incontriamo il Signore c'è questo stupore. Lo incontriamo nella normalità: occhi aperti alle sorprese di Dio, alla Sua presenza umile e nascosta nella vita di ogni giorno» (Papa Francesco).