| Omelia (31-01-2026) |
| don Michele Cerutti |
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Dov è Dio nella tempesta della vita? Un brano evangelico che mette in evidenza come affrontare le difficoltà che si possono incontrare nel nostro cammino di uomini e di donne indaffarati nel mondo, ma anche gli imprevisti della Chiesa, barca chiamata ad attraversare il mare del mondo. Guardiamo alla nostra esperienza personale perché chissà quante volte sarà capitato anche a voi di trovarvi in una situazione complessa come disorientati e sballottati da onde. Nei momenti più difficili sarà sembrato a molti di essere abbandonati perfino da Dio. Io ne ho fatto, faccio e purtroppo per le mie limitatezze penso mi capiterà ancora di fare esperienza. Penso che se chiedessi chi di voi non si è trovato in una situazione del genere non troverei nessuna mano alzata. Il brano evangelico presenta l'episodio dei discepoli che si trovano su una barca e nel frattempo irrompe una tempesta e mentre sono indaffarati a governare la rotta si accorgono che Gesù si addormenta. Quello che viene rappresentato plastica anche momenti della nostra vita. Le tempeste imperversano e nel mentre ci chiediamo dov'è Dio? Lo abbiamo invocato, annunciato ai fratelli e poi invece nel momento della prova abbiamo percepito un inspiegabile senso di abbandono. Lo abbiamo visto in un passo evangelico quando il Battista si trova agli arresti, ad opera di Erode, e il Precursore si rivolge nella disperazione a quei discepoli che erano andati a trovarlo e gli chiede di andare da Gesù e chiedere: Sei tu quello che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro? Nella prova più dura anche Giovanni si trova come questi discepoli in una nave in tempesta. Siamo molte volte incapaci di comprendere che Egli non ci lascia mai soli e vuole provarci nel fuoco nel crogiuolo. Pensate a quello che leggeremo tra qualche settimana quando Gesù sembra tergiversare nell'andare da Lazzaro quando viene annunciato che questi sta morendo chi sta vicino al Signore chiede di muoversi in soccorso del malato, ma proprio il Cristo risponde: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Il suo intento è chiaro quello di comprendere che senza di Lui non possiamo fare nulla e che tutto quello che compie è per un bene più grande e quindi ci rivolgiamo a Lui non solo per diramare una situazione difficile nel presente, ma per un bene più grande che permane. State certi Egli non ci abbandona, ma alla fine ci offre quell'appoggio necessario che ci rilancia e non ci fa disperare. Allora nei momenti difficili chi cerchiamo? Quali strade intendiamo percorrere? Gesù sembra addormentato e allora il rischio è correre da maghi e fattucchiere. Ricorso a cui si tende sempre di più perseguire. Durante le confessioni dei tempi forti di Natale o di Pasqua non è raro sentire anime in difficoltà perché si sono rivolti a cartomanti o lettori di mano. State attenti sono pratiche che conducono in bocca al demonio e allontanano dal Cristo. Gesù non dorme si nasconde perché noi possiamo andarlo a cercare convinti che solo Lui ci conduce a porti sicuri. Guardando la barca che è la Chiesa penso a quando questa nel corso della sua Storia ha attraversato burrasche. Quando sì è stretta intorno a Gesù la navigazione ha preso subito il suo piglio deciso. Ci sono stati uomini e donne capaci di indicare subito in Lui la strada e l'aiuto. Quando invece gli uomini hanno percorso sentieri senza volgere lo sguardo a Cristo le difficoltà sono scaturite. La rottura della comunione tra fratelli, protagonismi, individualismi hanno fatto da padrone e inevitabilmente la navigazione si è resa sempre più difficile causando scandali e allontanamenti. Santi come Ignazio di Loyola ci dicono che nei momenti difficili non dobbiamo prendere decisioni, ma è quello il momento in cui guardare fissi a Cristo perché solo Lui può domare i mari in tempesta della nostra vita. Sono quelli i momenti in cui rivolgersi a Gesù con gratitudine per tutte quelle volte che Egli è intervenuto e fare memoria grata ed evitare che le grazie concesse nella nostra vita non scivolino via. |