| Omelia (30-01-2026) |
| Missionari della Via |
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Commento al Vangelo Nella prima delle due parabole di oggi Gesù evidenzia come il regno di Dio cresca gradualmente e abbia potenza propria. In particolare, spicca il contrasto tra la crescita incessante del piccolo seme nella terra e l'attesa «inerte» da parte dell'uomo. Cioè: una volta seminata nel cuore dell'uomo la parola di Dio, attraverso l'annuncio e la testimonianza di vita, anche se impercettibilmente, cresce da sé. Ha una potenza misteriosa che opera, un po' come il seme nel terreno o come la vita che cresce nel grembo materno. Così sono le cose di Dio, le parole di Dio: hanno una potenza dentro. Attenzione: qui non c'è un invito al disimpegno, come se facesse tutto Dio. No: la parabola ci mostra l'uomo che getta il seme, quindi dobbiamo preoccuparci di "seminare" la terra del nostro cuore, ma fissa l'attenzione sulla forza vitale che ha in sé il seme. La Parola di Dio ci rende capaci di fare quel che chiede; Dio ci rende capaci di amare come Lui ama. Perciò è importante partire da Lui, dal nutrirci quotidianamente della sua Parola. Inoltre, Dio non entra tutto di un botto ma "in punta di piedi" e cresce, cresce... cresce in noi con il nostro crescere, e gradualmente ci cambia, a volte in modo inspiegabile. La crescita nella vita spirituale funziona come la crescita del corpo: avviene gradualmente. Pensiamo ai santi: non sono nati già compiuti ma pian piano lo sono diventati, lasciandosi lavorare dalla grazia e collaborando con Dio giorno dopo giorno, in mezzo alla fragilità e alle cadute come tutti noi; e quante anime si son rifugiate sotto i loro rami! Vale lo stesso per le opere di Dio: quando una cosa viene da Lui, nonostante avversioni e avversità, cresce nel tempo. Il segno della bontà di una cosa non sta nei numeri, nella grandiosità degli eventi ma nella crescente solidità radicata nel Vangelo. Infine, Gesù ci dice che questo seme cresce, matura, quindi arriva la mietitura. Questo ci apre il cuore a un disegno meraviglioso che Dio ha in mente; far giungere tutto e tutti a compimento. Il sogno di Dio è che ciascuno di noi giunga a pienezza. Questo ci invita ad aver pazienza e fiducia. La gradualità di Dio non è lentezza inutile, ma un modo di rispettare i nostri tempi e di far crescere il bene in noi in profondità, dal piccolo germoglio fino al frutto maturo. La sua azione è delicata, costante, discreta, ma irresistibile: l'amore di Dio cresce dentro di noi mentre noi camminiamo nella fede. Lasciamoci dunque prendere per mano e trasformare da Lui! «È cresciuta la Chiesa; le genti hanno creduto, nel nome di Cristo sono stati vinti i sovrani, perché in tal modo diventassero vincitori nell'intera faccia della terra. Il loro collo si è piegato al giogo di Cristo. Prima perseguitavano i cristiani a motivo degli idoli, ora perseguitano gli idoli a causa di Cristo. In ogni angustia, in ogni loro tribolazione adesso ricorrono tutti all'aiuto della Chiesa. Quel granello di senape è cresciuto, diventando più grande di tutti gli ortaggi, e gli uccelli del cielo vengono, vengono i superbi del mondo, e trovano riposo al riparo dei suoi rami. Donde una così grande bellezza? È sorta da non so quale radice, e ora questa bellezza è coperta di gloria. Andiamo a cercare la radice. Fu coperto di sputi, fu umiliato, flagellato, crocifisso, ferito, disprezzato. Ecco, qui non c'è bellezza, ma nella Chiesa rifulge la gloria della radice. Il profeta dunque descrive lo sposo e lo presenta disprezzato, disonorato, abietto. Ora però voi potete osservare l'albero che è sorto da tale radice e ha riempito l'universo. Radice in terra assetata» (sant'Agostino). |