| Omelia (28-01-2026) |
| Missionari della Via |
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Gesù racconta una parabola fondamentale. In primo luogo essa mette in luce la straordinaria efficacia della parola di Dio (simboleggiata dal seme); un'efficacia tuttavia non "magica" ma che dipende dal tipo di ascolto, di accoglienza, e dunque dal tipo di terreno che incontra nel nostro cuore. Ci ricorda la sinergia indispensabile tra noi e Dio per vivere un sano cammino di conversione: la grazia di Dio sostiene e orienta la nostra volontà, senza annullarla. La grazia di Dio non toglie la nostra libertà: la risana, la rafforza, la porta a compimento, ma sta a noi esercitarla. Dio opera in noi senza annullarci. In secondo luogo infonde speranza: nonostante le nostre resistenze interiori (distrazioni, superficialità, attaccamenti ancora non risolti) una parte di quella parola cade nella "parte disponibile" del nostro cuore e potrà portare frutto nel tempo. A noi custodire i semi di bellezza che Dio sparge nella nostra vita, cercando di tener sgombra la terra del cuore dagli "infestanti" dei vizi e degli attaccamenti disordinati. Al resto ci penserà il buon Dio. «L'immagine del seme è particolarmente cara a Gesù, perché esprime bene il mistero del Regno di Dio. Nelle due parabole di oggi esso rappresenta una «crescita» e un «contrasto»: la crescita che avviene grazie a un dinamismo insito nel seme stesso e il contrasto che esiste tra la piccolezza del seme e la grandezza di ciò che produce. Il messaggio è chiaro: il Regno di Dio, anche se esige la nostra collaborazione, è innanzitutto dono del Signore, grazia che precede l'uomo e le sue opere. La nostra piccola forza, apparentemente impotente dinanzi ai problemi del mondo, se immessa in quella di Dio non teme ostacoli, perché certa è la vittoria del Signore. È il miracolo dell'amore di Dio, che fa germogliare e fa crescere ogni seme di bene sparso sulla terra. E l'esperienza di questo miracolo d'amore ci fa essere ottimisti, nonostante le difficoltà, le sofferenze e il male che incontriamo. Il seme germoglia e cresce, perché lo fa crescere l'amore di Dio. La Vergine Maria, che ha accolto come «terra buona» il seme della divina Parola, rafforzi in noi questa fede e questa speranza» (Benedetto XVI). |