| Omelia (27-01-2026) |
| Missionari della Via |
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Finito con gli scribi, riecco i familiari. La folla impedisce il loro accesso nella casa dove Gesù stava insegnando ma l'ostacolo non è solo fisico, è anche relazionale, perciò lo mandano a chiamare e rimangono fuori. Nella casa c'è una folla che vuol ascoltare Gesù; i suoi familiari naturali, invece, non vogliono entrare nella casa dove c'è Gesù (discorso a parte per Maria, la madre di Gesù, che chissà con quanto dolore avrà vissuto tutto ciò, tentando di placare gli animi dei parenti...). Dunque, quelli nella casa ascoltano Gesù; quelli fuori dicono a Gesù cosa fare. Non entrano: se entrassero, dovrebbero cambiare la relazione familiare, accettando di "seguire" Gesù e fare come Lui che, secondo loro, "disonora" la famiglia con il suo modo di agire. Gesù non dice nulla contro di loro ma continua il suo insegnamento, parlando della sua missione: «chi è mia madre, mio fratello, mia sorella? Chi fa la volontà di Dio». La madre e i fratelli sono legati tra loro da vincoli di sangue, solidarietà, affetto. Addirittura i discepoli sono definiti da Gesù "madre, fratelli e sorelle" per Lui. Ecco la familiarità che siamo chiamati a vivere e sperimentare con il Signore. Nella misura in cui accogliamo la sua parola e la sua presenza, diventiamo per lui fratello, sorella e madre. Che mistero d'amore! Ma c'è un unico vincolo: fare la volontà di Dio. Capiamo cosa significhi tenendo conto di tutto il Vangelo: significa fare come Gesù, mettendosi al suo seguito. Se vogliamo imitarlo, questo dev'essere il nostro atteggiamento: amare ciò che Dio ama, volere ciò che Dio vuole, perché questo è il cammino che conduce al cielo. Gesù disse a santa Caterina: «La mia volontà vuole solo il vostro bene: tutto quel che vi do, ve lo do affinché possiate raggiungere il fine per cui vi ho creati». Che il Signore ci aiuti perché questo desiderio e questa profonda unione con la volontà di Dio possa crescere e perfezionarsi anche in noi! «Nella pienezza dei tempi Gesù è venuto a manifestare tutta la volontà di Dio. E l'ha manifestata in modo pieno, sia con il suo insegnamento che con la sua vita. Il suo comportamento - particolarmente la sua donazione sulla croce, dove si vede cosa significa l'amore da Lui insegnato - è divenuto la norma e il criterio del comportamento del cristiano: una norma che non può essere completamente codificata perché è vita, è amore. Per il cristiano, fare la volontà di Dio significa "vivere come Gesù", cioè vivere quel rapporto d'amore di figlio col Padre che si attua nel fare la volontà sua» (Chiara Lubich). |