Omelia (26-01-2026)
Missionari della Via


Dall'opinione-preoccupazione dei familiari passiamo al giudizio su Gesù da parte dei praticanti giudei. Siccome gli scribi non sono riusciti a fermare Gesù e la gente lo segue, si ricorre ora alla calunnia (strategia tanto vecchia quanto nuova). Dato che impressionava le folle, perché scacciava i demoni, dicono: è uno di loro! Impressionante: se per i familiari Gesù era pazzo, per gli "esperti della religione" è indemoniato!, ed è accusato di magia, di stregoneria! Cosa fa Gesù? «li chiamò a sé e parlò loro in parabole»; con pazienza cerca dunque di farli riflettere, perché possano capire... se lo vogliono! Gesù risponde con tre argomentazioni. Nella prima fa notare che un regno diviso in se stesso non può sussistere. Quindi, se Lui fosse indemoniato, significherebbe che è comunque giunta la fine del regno del male. Nella seconda Gesù allude a sé con l'immagine del più forte: se il male è scacciato è perché è arrivato Colui che è più forte del male. Quindi Gesù ricorda che ogni peccato potrà essere perdonato ma non la bestemmia contro lo Spirito Santo, che qui nel testo è l'ostinata opposizione alla Verità, tanto palese davanti agli occhi! È il chiudersi comunque e nonostante tutto! È un rischio serio e pericoloso: chiudersi all'opera di Dio perché orgogliosamente convinti della propria "verità", al punto da chiamare male ciò che è bene e viceversa. Se nella storia alcuni santi sono stati perseguitati dagli stessi uomini di Chiesa, questo monito di Gesù deve metterci tutti in guardia, invitandoci a chiedere al Signore la grazia dell'umiltà e del discernimento, consapevoli che tante volte la bellezza di Dio si manifesta in persone e situazioni "diverse" dai nostri parametri. Facciamo dunque attenzione ai giudizi facili, superficiali e "assoluti"; facciamo attenzione a non etichettare nessuno. Impariamo a metterci in discussione e, qualora ci rendessimo conto di aver sbagliato, non facciamoci remore ad ammettere lo sbaglio, attraversando il vaglio della vergogna, una "strettoia" che purifica dall'orgoglio e conduce allo spazio della serenità interiore.

«La bestemmia contro lo Spirito Santo consiste proprio nel rifiuto radicale di accettare questa remissione, di cui egli è l'intimo dispensatore e che presuppone la reale conversione, da lui operata nella coscienza. Se Gesù dice che la bestemmia contro lo Spirito Santo non può essere rimessa né in questa vita né in quella futura, è perché questa «non-remissione» è legata, come a sua causa, alla «non penitenza», cioè al radicale rifiuto di convertirsi... la bestemmia contro lo Spirito Santo è il peccato commesso dall'uomo, che rivendica un suo presunto «diritto» di perseverare nel male - in qualsiasi peccato - e rifiuta così la redenzione. L'uomo resta chiuso nel peccato, rendendo da parte sua impossibile la sua conversione e, dunque, anche la remissione dei peccati, che ritiene non essenziale o non importante per la sua vita. È, questa, una condizione di rovina spirituale, perché la bestemmia contro lo Spirito Santo non permette all'uomo di uscire dalla sua auto prigionia e di aprirsi alle fonti divine della purificazione delle coscienze e della remissione dei peccati» (san Giovanni Paolo II).