Omelia (02-02-2026)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Lc 2, 22-40

Come vivere questa Parola?

Gesù entra nel tempio, luogo della presenza del Padre: è il momento in cui inizia a rivelare chi è e quale sarà la sua missione. Attraverso l'incontro con Simeone ed Anna, inizia uno svelamento che raggiungerà il suo vertice con la croce. Mediante i loro occhi impariamo con quale sguardo dovremmo vedere i gesti di Gesù, ascoltare le sue parole. Simeone dice letteralmente che è giunto il momento di essere sciolto. Sciogliere è il verbo che si usa anche per indicare la remissione dei peccati: essere perdonati è sentire che siamo stati sciolti da qualcosa che ci tiene prigionieri per diventare liberi. Simeone, nel vedere Gesù, sente che è arrivato colui che lo salva, si sente liberato da tutti i suoi nodi. Anna è una vedova, era stata sposata per sette anni: è il numero della pienezza, di un matrimonio pieno di amore. Nel tempo della sua vedovanza non si era risposata, forse ha portato con sé, nella sua solitudine, la nostalgia della bellezza che aveva vissuto. È l'immagine di ognuno di noi, con la nostra malinconia di pienezza che ci abita da sempre e sembra non trovare pace. In quest'ottica Gesù è lo sposo atteso non solo da Israele, ma anche da ognuno di noi: è l'unico che può dare risposta alla sete di amore e di senso che ci abita. Simeone e Anna incarnano una parte di noi, legati e bloccati dalle nostre catene e desiderosi di liberarcene per trovare un senso al desiderio di vita che abbiamo. Ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo di Gesù, sono risposta al nostro grido di libertà e di compimento.


Signore, mi chiedo qual è lo sguardo che ho su di te, quale sposo sto aspettando, da quali catene ho bisogno di essere liberato.


La voce di uno storico.

"Il segreto della felicità è la libertà, e il segreto della libertà è il coraggio"

Tucidide


suor Emilia Di Massimo - [email protected]