| Omelia (30-01-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Mc 4,26-29 Come vivere questa Parola? Il re Davide è davvero grande in tutto, nel bene e nel male. Nella Parola di oggi appare nella gravità enorme del suo peccato: adultero, falso e ingiusto per nascondere il suo peccato, mandante uccisore di un innocente. Questo mentre parte del suo popolo si sta sacrificando per le sue ambizioni guerresche e di potere. Il pericolo di tradire la nostra vita cristiana e di cedere al peccato e all'ingiustizia anche grave è sempre in agguato anche nella nostra vita cosiddetta impegnata. Non bisogna mai presumere di essere a posto e al sicuro: un momento di crisi, la stanchezza della routine quotidiana, le difficoltà che possiamo incontrare nella vita e nelle relazioni con gli altri possono essere la falla che rompe la diga della nostra fedeltà e autenticità di vita. Una buona garanzia per la perseveranza ci può venire se ogni giorno accogliamo il seme della Parola che lo Spirito vuole seminare in noi. Anche se si tratta di un seme piccolo come un granello microscopico di senape. Se il nostro terreno è coltivabile, ossia pieno di buona volontà, anche nella nostra incoscienza germoglia in qualche modo e cresce la pianta della nostra conversione continua che ci mantiene costante la vigilanza e ci fa maturare nell'amore vero.
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