| Omelia (15-01-2026) |
| Missionari della Via |
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«Se vuoi puoi purificarmi». Nel grido di quest'uomo c'è il frutto di una sofferenza che diventa preghiera. Quest'uomo dice: tu puoi farmi del bene, puoi liberarmi, puoi vincere quella morte che sta dominando nella mia carne. Gesù è mosso a compassione e gli si avvicina: non poteva farlo con nessuno, ma lo fa con lui che lo prega. «Per incontrare un lebbroso devi inoltrarti nei suoi spazi di solitudine, spingerti dove c'è la puzza del cadavere; devi vincere la repulsione davanti ai suoi brandelli cadenti. Gesù si spinge fin lì, con lui, ma anche con me, con te: è entrato nella mia solitudine, e ha toccato la mia carne fetida. Gesù mi incontra dove sto morendo» (p. G. Piccolo). E afferma: «Lo voglio: sii purificato». La volontà del Signore è la pienezza della nostra vita; il lebbroso ha capito che Gesù può voler il suo bene. Questa è la volontà di Dio: non è esigenza, non è richiesta di "prestazioni" da parte nostra ma è la nostra guarigione; è quel processo per cui siamo chiamati a essere toccati da Dio, sanati e condotti a vivere una vita libera. La risposta di Gesù è accompagnata da un gesto: «allungò la mano, lo toccò». Questo non è una specie di rito magico ma riflette la volontà di contatto, di vicinanza; ma Gesù, così facendo, trasgredì una delle norme di purità della legge che vietava severamente il contatto con i lebbrosi (Lv 5,3). Gesù supera queste restrizioni "umane" restituendo il primato assoluto all'amore, che dev'essere il criterio di ogni scelta, di ogni tradizione, di ogni nostra abitudine e decisione. Al miracolo fa seguito uno strano atteggiamento da parte di Gesù: si sdegna e severamente manda via il miracolato. Perché? Possiamo capirlo collegandolo al comando sul silenzio: Gesù non vuole "pubblicità" così da passare come guaritore o santone. E non vuole neanche essere descritto come un "trasgressore della legge", a mo' di anarchico o figlio dei fiori. Solo dopo la passione, solo dopo averlo visto fidarsi del Padre sin lì e amare sin lì, si capirà davvero chi è: il Figlio di Dio venuto a salvarci. Infine, Gesù dà l'istruzione di andare a mostrarsi ai sacerdoti per presentare l'offerta. Secondo la legislazione del Levitico (Lv 14,3-30), chi si trova guarito dalla lebbra doveva sottoporsi ad una prassi rituale prima di essere dichiarato mondo (= pulito) e ritornare ad essere inserito nei normali rapporti sociali da parte dei sacerdoti. Gesù vuole dunque non solo la sua guarigione ma anche il suo pieno reinserimento nella società. Il lebbroso che fa? Si allontana e inizia ad annunziare il fatto! L'autore fa così di questo uomo un personaggio disobbediente. Così la fama di Gesù si diffonde, ma Gesù è costretto a starsene in luoghi deserti e non può entrare in luoghi abitati, costretto a vivere come un lebbroso. Questo ci dice inoltre che bisogna passare dalla guarigione all'obbedienza. È possibile essere guariti, ma continuare a camminare su una strada sbagliata? Sì. Eppure commuove come Gesù, per ridarci vita, si è fatto carico del nostro male, disposto a pagarne il prezzo, ogni prezzo. Si è fatto davvero ultimo perché tutti gli ultimi possano incontrarlo. Questa è la sua via; preghiamo sia anche la nostra. |