| Omelia (14-01-2026) |
| Missionari della Via |
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Il brano del Vangelo di oggi ci offre un "sabato tipo" di Gesù: primato al culto in sinagoga, quindi fraternità, cura dei malati e dei soli, annuncio; e a sera nuovamente preghiera, ritagliandosi un tempo in disparte. Soffermiamoci su questa considerazione, forse generica ma senz'altro utile. Un antico detto giudaico afferma che "non è Israele ad aver custodito il sabato ma è il sabato ad aver custodito Israele". Il giorno del Signore, che per noi cristiani si è compiuto con la risurrezione di Gesù di domenica, è un giorno che dovrebbe aiutarci a custodire la vita nella sua dimensione più essenziale. Anzitutto il rapporto con il Signore, celebrando l'eucaristia con la nostra comunità: quindi la cura degli affetti, la visita agli anziani, agli ammalati; qualche momento distensivo insieme... Che belli i segni che ancora oggi diverse famiglia vivono la domenica: ci sono famiglie che leggono e meditano insieme il Vangelo, o che pregano le lodi; che si preparano con cura per andare a messa; che danno dunque concretamente il primato a Dio. E poi, dopo la messa, ecco lo spazio della cura degli affetti: portano i figli al parco, fermandosi con altre famiglie; visitano i nonni, o qualche persona sola; i genitori che ne approfittano per stare un po' più con i figli... Insomma, quanti segni di bellezza, che ci ricordano che Dio ci ha donato questo giorno per noi, perché non siamo fagocitati dal fare, dal guadagnare, dal correre sempre lasciando indietro ciò che davvero conta... Chiediamo al Signore di mettere ordine nella vita, iniziando proprio dal giorno della domenica, riscoprendola come Dies Domini, giorno del Signore. «Per noi cristiani, il centro del giorno del Signore, la domenica, è l'Eucaristia, che significa "rendimento di grazie". È il giorno per dire a Dio: grazie Signore della vita, della tua misericordia, di tutti i tuoi doni. La domenica non è il giorno per cancellare gli altri giorni, magari vissuti con frustrazione, ma per benedirli e fare pace con la vita. Potremmo dire che la domenica è il tempo per guardare la realtà e dire: com'è bella la vita! Quanta gente che ha tanta possibilità di divertirsi, e non vive in pace con la vita! La domenica è la giornata per fare pace con la vita, dicendo: la vita è preziosa; non è facile, a volte è dolorosa, ma è preziosa... Ci farà bene chiederci: Io, mi sono riconciliato con la mia storia? La vera pace, infatti, non è cambiare la propria storia ma accoglierla, valorizzarla, così com'è andata... Quando diventa bella la vita? Quando si inizia a pensare bene di essa, qualunque sia la nostra storia. Quando si fa strada il dono di un dubbio: quello che tutto sia grazia, e quel santo pensiero sgretola il muro interiore dell'insoddisfazione inaugurando il riposo autentico. La vita diventa bella quando si apre il cuore alla Provvidenza e si scopre vero quello che dice il Salmo: «Solo in Dio riposa l'anima mia» (62,2)» (Papa Francesco). |