Omelia (13-01-2026)
Missionari della Via


Il Vangelo secondo Marco ci prende per mano e vuol aiutarci a rispondere a una domanda fondamentale: chi è Gesù? Chi è veramente Costui che fa queste cose? Nello specifico, che insegna con autorità e comanda persino agli spiriti impuri? Gesù si inizia a manifestare come Colui che è più forte del male e come Colui che è capace di liberare il nostro cuore dal male. Questa liberazione passa da una libera accoglienza, che non è scontata. Abbiamo visto la reazione di quell'uomo posseduto nella sinagoga; è paradossale, aveva "il male dentro" ma fino a quel momento se ne era stato lì, tranquillo. Ora invece, si sente toccato nel vivo dalla presenza e dalle parole radicali di Gesù e ha una brutta reazione. Facciamo attenzione: può capitare anche a noi di dirci credenti ma non lasciarci toccare dalle parole del Signore, sentite distrattamente ma non ascoltate; oppure non lasciarci smuovere dalle correzioni che Egli opera per mezzo delle persone che abbiamo accanto, reagendo male, d'istinto, d'orgoglio. Dovremmo invece imparare ad osservare e interrogare le nostre reazioni e chiederci: come mai me la sono presa così tanto? Perché ho risposto così? E non rispondere banalmente, scaricando la colpa sugli altri. Spesso proprio le nostre brutte reazioni dicono qualcosa dei nostri attaccamenti (più o meno evidenti). Potremmo così scoprire di non essere così poveri di spirito come pensiamo; di non essere così disponibili come pensiamo; di non essere così liberi dagli attaccamenti come pensiamo. Se così fosse, non scoraggiamoci; piuttosto, mettiamo tutto nelle mani misericordiose di Dio, chiedendogli che ci aiuti a convertire il cuore, a liberarlo, per renderlo sempre più simile al suo.

«È questo che noi dobbiamo imparare: ascoltare il proprio cuore: per conoscere cosa succede, quale decisione prendere, fare un giudizio su una situazione, occorre ascoltare il proprio cuore. Noi ascoltiamo la televisione, la radio, il telefonino, siamo maestri dell'ascolto, ma ti domando: tu sai ascoltare il tuo cuore? Tu ti fermi per dire: "Ma il mio cuore come sta? È soddisfatto, è triste, cerca qualcosa?". Per prendere delle decisioni belle occorre ascoltare il proprio cuore... Ascoltate bene: Dio lavora attraverso eventi non programmabili quel per caso, ma per caso mi è successo questo, per caso ho incontrato questa persona, per caso ho visto questo film, non era programmato ma Dio lavora attraverso eventi non programmabili, e anche nei contrattempi: "Ma io dovevo fare una passeggiata e ho avuto un problema ai piedi, non posso...". Contrattempo: cosa ti dice Dio? Cosa ti dice la vita lì? Lo abbiamo visto anche in un brano del Vangelo di Matteo: un uomo che sta arando un campo si imbatte casualmente in un tesoro sotterrato. Una situazione del tutto inattesa. Ma ciò che è importante è che lo riconosce come il colpo di fortuna della sua vita e decide di conseguenza: vende tutto e compra quel campo (cfr 13,44). Un consiglio che vi do, state attenti alle cose inattese. Colui che dice: "ma questo per caso io non lo aspettavo". Lì ti sta parlando la vita, ti sta parlando il Signore o ti sta parlando il diavolo? Qualcuno. Ma c'è una cosa da discernere, come reagisco io di fronte alle cose inattese. Ma io ero tanto tranquillo a casa e "pum, pum", viene la suocera e tu come reagisci con la suocera? È amore o è altra cosa dentro? E fai il discernimento. Io stavo lavorando nell'ufficio bene e viene un compagno a dirmi che ha bisogno di soldi e tu come hai reagito? Vedere cosa succede quando viviamo cose che non aspettiamo e lì impariamo a conoscere il nostro cuore come si muove» (Papa Francesco).