Omelia (12-01-2026)
Missionari della Via


«Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». Gesù chiama i primi discepoli con queste semplici ma significative parole. "Venite dietro a me". Ecco il cuore della fede: seguire Gesù. La sequela è un'immagine bellissima: significa frequentazione, ascolto, condivisione di vita che conduce ad un'assimilazione delle parole, dello stile, ad una progressiva conformazione. Si tratta di un'immagine che dovremmo riscoprire. Tante volte la fede è ridotta (dagli stessi praticanti) a una serie di regole da mettere in pratica, spesso in modo superficiale; un'osservanza legalista che rende spesso freddi, giudicanti, escludenti. Gesù, invece, propone l'immagine di un cammino condiviso dietro a Lui. Ecco, oggi di nuovo Gesù ci dice: venite dietro a me. Ciò significa che non si è mai arrivati, che il cammino dura tutta la vita, che la dottrina della Chiesa si sviluppa armonicamente, che la Chiesa è in un continuo cammino di rinnovamento. Come disse il Concilio Vaticano II: "Ogni rinnovamento della Chiesa consiste in una fedeltà più grande alla sua vocazione. La Chiesa è chiamata a questa continua riforma" (Unitatis Redintegratio 6). Tutto ciò chiede apertura di mente e di cuore, senza paura di accogliere, discernere, integrare; senza paura di percorrere sentieri ancora inesplorati, senza paura di non aver già tutte le risposte pronte, cercando di porsi nel tracciato di un'autentica riforma, indicato dal teologo domenicano Yves Congar in una sua famosa opera, Vera e falsa riforma della Chiesa: il primato della carità, il restare nella comunione del tutto, nella pazienza e nell'interrogare la tradizione. «Venite dietro a me», continua a ripeterci Gesù; dietro, non davanti! Non siamo noi a tracciare la via ma Lui; non siamo noi a dover dire a Dio cosa deve fare, semmai cerchiamo di capire cosa Egli ci chieda e come essere sempre più "sacramento di salvezza per il genere umano".

E dopo la chiamata, ecco la promessa: «vi farò diventare pescatori di uomini». Che significa: vi renderò capaci di trarre in salvo le persone, di portare loro luce e consolazione, di aiutarle ad aprirsi a me. Anche qui c'è un futuro che indica un cammino aperto, un percorso di crescita, dove i protagonisti principali non siamo Lui ma Lui insieme a noi: «seguitemi... [e io] vi farò diventare». Significa che non siamo ancora ciò che possiamo diventare; c'è un percorso di maturazione, di perfezionamento dell'amore che dura tutta la vita. Bando dunque allo sconforto, allo scoraggiamento; bando alle pretese del tutto e subito; bando alla rigidità che porta a escludere ogni tipo di cambiamento. Mettiamoci in cammino, alla sequela del divino viandante, non da soli ma insieme, insieme come Chiesa, insieme come famiglia dei figli di Dio.

«Qualcuno forse potrà domandarsi: non vi sarà mai alcun progresso della religione nella Chiesa di Cristo? Vi sarà certamente e anche molto grande... Bisognerà tuttavia stare bene attenti che si tratti di un vero progresso della fede e non di un cambiamento. Il vero progresso avviene mediante lo sviluppo interno. Il cambiamento invece si ha quando una dottrina si trasforma in un'altra. È necessario dunque che, con il progredire dei tempi, crescano e progrediscano quanto più possibile la comprensione, la scienza e la sapienza così dei singoli come di tutti, tanto di uno solo, quanto di tutta la Chiesa. Devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto. La religione delle anime segue la stessa legge che regola la vita dei corpi. Questi infatti, pur crescendo e sviluppandosi con l'andare degli anni, rimangono i medesimi di prima. Vi è certamente molta differenza fra il fiore della giovinezza e la messe della vecchiaia, ma sono gli stessi adolescenti di una volta quelli che diventano vecchi. Si cambia quindi l'età e la condizione, ma resta sempre il solo medesimo individuo. Unica e identica resta la natura, unica e identica la persona... Questa è la vera e autentica legge del progresso organico. Questo è l'ordine meraviglioso disposto dalla natura per ogni crescita. Nell'età matura di dispiega e si sviluppa in forme sempre più ampie tutto quello che la sapienza del creatore aveva formato in antecedenza nel corpicciuolo del piccolo. Se coll'andar del tempo la specie umana si cambiasse talmente da avere una struttura diversa oppure si arricchisce di qualche membro oltre a quelli ordinari di prima, oppure ne perdesse qualcuno, ne verrebbe di conseguenza che tutto l'organismo ne risulterebbe profondamente alterato o menomato. In ogni caso non sarebbe più lo stesso. Anche il dogma della religione cristiana deve seguire queste leggi. Progredisce, consolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l'età. È necessario però che resti sempre assolutamente intatto e inalterato. I nostri antenati hanno seminato già dai primi tempi nel campo della Chiesa il seme della fede. Sarebbe assurdo e incredibile che noi, loro figli, invece della genuina verità del frumento, raccogliessimo il frutto della frode cioè dell'errore della zizzania. È anzi giusto e del tutto logico escludere ogni contraddizione tra il prima e il dopo. Noi mietiamo quello stesso frumento di verità che fu seminato e che crebbe fino alla maturazione. Poiché dunque c'è qualcosa della primitiva seminagione che può ancora svilupparsi con l'andar del tempo, anche oggi essa può essere oggetto di felice e fruttuosa coltivazione» (san Vincenzo di Lerins).