| Omelia (18-01-2026) |
| padre Paul Devreux |
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In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, Dio si fa agnello in Gesù, pur sapendo di stare in mezzo a lupi. Perché lo fa? colui che toglie il peccato del mondo! Peccare significa sbagliare il bersaglio. È come chi ha la possibilità di studiare e non lo fa; Peccato! O chi sfrutta l'altro pur di ottenere quello che vuole; peccato! Anche puntare al matrimonio, o perlomeno a relazioni stabili e non riuscirci è un peccato, che fa soffrire me e chi si è lasciato coinvolgere con me. Molte sofferenze in questo mondo sono frutto del peccato, di scelte e comportamenti che fanno soffrire. Gesù desidera aiutarci a non peccare venendo a stare con noi, ma non da tiranno che ti giudica o che ti impone quello che devi fare, ma da agnello, disposto a servirci. Non toglie il peccato magicamente, ma invitandoci a seguirlo, amando, come fa lui. Io avrei tendenza a comportarmi da predatore, sfruttando la vita dell'altro, ma se faccio così, semino solo morte e raccolgo solitudine. Mentre se provo a comportarmi da agnello, come Gesù, considerando che l'altro è importantissimo per me, e che quindi è bene che lo serva e faccio tutto il possibile perché si senta amato da me, come hanno fatto i genitori con me, allora posso dire che faccio la mia parte per costruire qualcosa. Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". Per due volte Giovanni dice che non lo conosceva, anche nel senso che non se lo immaginava assolutamente così. La sua conoscenza biblica lo portava ad aspettare un messia potente, guerriero. Invece scopre uno che ha lo spirito di una colomba; dolce, fragile, indifeso. Uno che non ha paura di servire i peccatori, come se fossero più importanti di lui. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». Figlio perché assomiglia al Padre, che ci ama così, facendo piovere sui buoni e sui cattivi. Quindi quando a messa, prima della comunione, ripetiamo quella frase: "Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo", stiamo parlando di quel Gesù che ha deciso di comportarsi da agnello e che c'invita a fare altrettanto, evitando così di continuare a sbranarci e a diffondere malessere, non seguendo più la logica del guadagno, ma la logica del sevizio, come Gesù. Gesù, presentandosi da agnello, ci mostra che è possibile e bello, con il suo aiuto, vivere da persone umane. Sia lodato Gesù Cristo! |