| Omelia (19-01-2026) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Sal 49, 23 Come vivere questa Parola? Il salmo responsoriale odierno, ci offre l'opportunità di riflettere sulle domande esistenziali che portiamo dentro. In questo caso possiamo collegarci al tema dei "meriti": è un merito o no? Merito questo? Non ci sarà nessun merito!!! Il salmista esprime la sua grande convinzione che, non è per i meriti o sacrifici che offriamo a Dio, che Lui ci ama e ci concede la salvezza. Il salmista segnala due parole chiave per l'andamento della nostra vita: LA LODE e il CAMMINARE. La Lode intessa intesa come "sacrifico", nel nostro vocabolario corrente, comune, sarebbe una contradizione, dato che consideriamo un sacrificio un atto volontaristico, pesante, che ci costa anche il sangue, una offerta materiale o spirituale che ha un costo. Il salmista ci invita ad andare oltre al sacrificio inteso così, lui è certo che offrire a Dio la nostra vita fatta LODE in qualsiasi momento, (nelle buone e cattive), nelle gioie e tribolazioni, solo ora possiamo dire di onorare il Signore. Sant'Ireneo ci ricorda che noi siamo chiamati a cercare Dio e a dargli gloria. Ma egli ci spiega che Dio riceve gloria quando l'uomo vive. La vita dell'uomo, dunque, e non la sua morte, è la gloria di Dio. La seconda parola chiave è CAMMINARE: dove, come, quando? Lo dice chiaramente il salmista: per la retta via. È una risposta a quella domanda esistenziale, "Dove sono? Dove vado?" Vale a dire: sono in cammino?. Vorrei camminare verso la felicità, verso la pace? Ecco la risposta: conoscere le vie del Signore e camminare per la retta via.
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