| Omelia (11-01-2026) |
| don Roberto Seregni |
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Sulle ali della grazia Ogni volta che leggo e medito il racconto del Battesimo di Gesù, rimango sempre sorpreso. Dopo trent'anni di silenzio e di vita ordinaria, il Figlio di Dio, atteso dalle genti, non inizia il suo ministero pubblico con un solenne discorso nella piazza centrale di Gerusalemme o con un miracolo portentoso per lasciare tutti a bocca aperta, ma si mette in fila con i peccatori per farsi battezzare! Fin dai primi passi della sua rivelazione messianica, il Maestro svela il suo stile: la solidarietà totale e irreversibile con ogni uomo. Gesù rivela il volto della solidarietà di Dio che cammina con il suo popolo: un Dio che si mette in fila senza corsie preferenziali, un Dio che ha fame e sete, si stanca e ha sonno, piange per un amico, si commuove e si appassiona, ama e perdona. Troppo spesso abbiamo pensato a Dio come a un essere perfetto e distante, freddo e calcolatore, seduto su una nuvola a dettare comandamenti e sentenze. Gesù frantuma questa immagine di Dio, la fa a pezzi. L'unico modo per sapere com'è Dio è guardare Gesù: la sua vita, le sue parole e le sue scelte. Lui, e solo Lui, è immagine del Dio invisibile (Col 1,15). La sua Chiesa deve continuare questa missione: scendere dalle cattedre, stare con la gente, sporcarsi le scarpe, ascoltare, accompagnare e accendere speranza nei cuori frantumati dal dolore o dalla povertà. La sua Chiesa deve essere un riflesso incandescente della sua misericordia e della sua tenerezza, accogliente come il grembo di una madre e disarmante come il sorriso di un bambino. È un cammino impegnativo di conversione, di spogliazione e di umiltà. Che lo Spirito di Dio ci infiammi di passione e ci faccia volare leggeri sulle ali della grazia. |