Omelia (10-01-2026)
Missionari della Via


Siamo all'inizio della missione pubblica di Gesù, a Nazaret, dove era cresciuto; precisamente nella sinagoga, dove si era recato ogni sabato per pregare e ascoltare la parola di Dio. Gesù viene incaricato di commentare la lettura dei profeti; Egli si alza e, nel rotolo del profeta Isaia, trova un testo in cui il profeta parla di un "unto del Signore" che porterà la buona notizia della salvezza e la liberazione al popolo dalle sue afflizioni. Erano parole rivolte al popolo di Giuda impegnato a ricostruire dopo anni di dominazione da parte dei babilonesi nel VI secolo a.C., parole che miravano a confortare i reduci dall'esilio, stanchi e feriti, infondendo in loro la certezza dell'intervento e dell'aiuto di Dio. La particolarità è come Gesù avvia il suo commento: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Gesù applica a sé la profezia di Isaia, la rende attuale, portandola a compimento per la potenza dello Spirito Santo, e indica il modo di ricevere la parola di Dio: non come una storia antica, non come lettera morta ma "oggi". Indica un "oggi" che attraversa ogni epoca e resta perennemente valido. Gesù, l'unto del Signore, il messia, il Signore Risorto, parla a ciascuno di noi e ci dice che "oggi" in Lui si continuano a compiere quelle promesse di liberazione e consolazione. Oggi Gesù parla al tuo cuore, oggi vuol entrare e operare nella tua vita; oggi il Signore ti offre il suo perdono, oggi ti viene incontro per liberarti e consolarti. Pertanto, oggi è l'occasione che hai per deciderti, per ripartire, per rialzarti. Non domani, oggi.

Lasciamoci dunque interpellare dalla parola di Dio, nutriamoci quotidianamente con la meditazione del Vangelo, accogliamolo nel nostro "oggi", lasciando che ci parli nella concreta situazione che viviamo, chiedendoci: oggi cosa mi vuol dire il Signore? Oggi come mi chiama a corrispondergli?

«"La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio" (Eb 4, 12). Ecco quanto è grande la potenza e la sapienza racchiusa nella parola di Dio! Questa parola, fin dal principio coeterna col Padre, a suo tempo fu rivelata agli apostoli, per mezzo di essi fu annunziata ed accolta con umile fede dai popoli credenti. È dunque parola nel Padre, parola nella predicazione, parola nel cuore. Questa parola di Dio è viva, e ad essa il Padre ha dato il potere di avere la vita in se stessa, né più né meno come il Padre ha la vita in se stesso. Per cui il Verbo non solo è vivo, ma è anche vita, come egli stesso dice: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6). Quando questa parola viene predicata, mediante la voce del predicatore, dona alla sua voce, che si percepisce esteriormente, la virtù di operare interiormente, per cui i morti riacquistano la vita e rinascono nella gioia dei figli di Abramo. Questa parola è dunque viva nel cuore del Padre, viva sulla bocca del predicatore, viva nel cuore di chi crede e di chi ama. Ed appunto perché questa parola è così viva, non v'è dubbio che sia anche efficace... È efficace e «più tagliente di ogni spada a doppio taglio» (Eb 4, 12) quando viene creduta ed amata. Che cosa infatti è impossibile a chi crede, che cosa è impossibile a chi ama? Quando parla questa parola, le sue parole trapassano il cuore, come gli acuti dardi, scagliati da un eroe. Entrano in profondità come chiodi battuti con forza, e penetrano tanto dentro, da raggiungere le intimità segrete dell'anima» (Baldovino di Canterbury, vescovo).