| Omelia (04-01-2026) |
| Missionari della Via |
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Il Prologo di Giovanni ci immerge nella contemplazione del mistero del Natale: l'incarnazione del Verbo di Dio: «In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1,1). Già qui si coglie l'eternità e la divinità del Logos, Colui che non è una creatura ma il Verbo stesso attraverso cui tutto è stato creato. Il Natale non è solo una festa di gioia o di regali: è il momento in cui il divino entra nel tempo, dove l'infinito si fa piccolo e fragile. È un mistero che stupisce, rapisce il cuore e chiede di sostare e gustare l'ineffabile condiscendenza divina: Dio si è fatto carne, piccolo e fragile come noi, anzi, più di noi. La Parola di Dio vagisce, deve imparare a parlare; l'Onnipotente ha bisogno di cure, di braccia amorevoli che lo curino, che veglino su di Lui. Egli ha veramente assunto la nostra condizione umana per sanarla. «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Qui troviamo il cuore del mistero natalizio: Dio non resta lontano ma si avvicina all'umanità fino a condividere la nostra condizione. Dio non è estraneo alle nostre fatiche, alle nostre sofferenze; Egli stesso le ha attraversate, fuorché quella del cadere nel peccato. Fa bene al cuore sapere che Dio è presente, che mi comprende e mi sostiene. Lui si è fatto figlio e fratello perché nessuno si senta solo. «[Giovanni] venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui». L'evangelista sottolinea anche il ruolo di Giovanni Battista, venuto come testimone della Luce, per guidarci a riconoscere Colui che è venuto. Natale, quindi, è anche un invito alla risposta personale: accogliere il Verbo nella propria vita, lasciare che la Luce divina illumini il cuore e le scelte quotidiane. Ogni giorno è Natale se accogliamo Dio nel nostro cuore, se ci apriamo agli altri con amore e generosità, e se lasciamo che la luce della speranza illumini anche i momenti più bui. Infine, il Prologo ci ricorda che il dono di Dio è gratuito: «a quanti lo hanno ricevuto ha dato il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12). Il Natale è dunque un invito a entrare nella famiglia di Dio, a vivere la fraternità e la carità, testimoniando con la nostra vita che la Luce è venuta veramente nel mondo. Ecco il Natale: accogliere la luce che viene dall'alto per diffonderla attorno a noi. E il mondo, oggi come non mai, ne ha tanto bisogno. PREGHIERA Gesù, Verbo eterno, luce che sei entrata nelle nostre tenebre, abita in me, illumina il mio cuore. |