Omelia (03-01-2026)
Missionari della Via


È come se il Battista annunciasse la fine di un tempo e l'inizio di un altro. Le parole di Giovanni dicono che c'è qualcuno più grande di lui. Questa espressione di grandezza di Dio non è così scontata nella nostra vita pratica. Spesso riteniamo di essere così autosufficienti da non farci aiutare da nessuno; allo stesso modo abbiamo difficoltà a riconoscere il bene fatto da altri. Purtroppo così sarà ancora più difficoltoso contemplare la possibilità di un Dio che possa essere indicato come il centro della vita. Dovremmo chiederci: con la mia vita indico veramente Dio? Mostro che Lui è più grande di ogni cosa? Ancora di più la Chiesa dovrebbe mettere in atto il comportamento di Giovanni Battista. Una Chiesa ripiegata su sé stessa, che si compiace della propria immagine, che parla solo di sé, che si lascia sedurre da logiche mondane e da preferenze e schieramenti ideologici o politici, smarrisce la sua vocazione più vera. Non è stata pensata per essere protagonista, ma per essere voce che prepara, presenza che indica. La sua missione non è quella di brillare da sola ma di riflettere una luce più grande; come Giovanni, che non trattiene lo sguardo su di sé, ma lo orienta con forza verso Cristo. È lì che la Chiesa ritrova il suo cuore: nel rimando, non nel protagonismo. E perché questo tutto ciò non sembri astratto, ricordiamoci che la Chiesa è il popolo di Dio composto da tutti i battezzati, quindi la Chiesa siamo anche io e te! Alla luce di ciò, facciamo un esame di coscienza personale, comunitario ed ecclesiale e chiediamoci seriamente se con la nostra vita e le nostre parole indichiamo e in qualche modo mostriamo qualcuno più grande, più vero, più bello: il Cristo Signore.

«La dimensione missionaria appartiene all'identità stessa della Chiesa e del cristiano. Ma qual è il senso della missione?

Israele aveva il compito di rivelare nella storia la santità e la presenza salvifica di Dio. La comunità dei discepoli di Gesù ha il compito di annunciare e rendere in qualche modo visibile il regno di Dio, vivendo la nuova giustizia della carità, delineata nel discorso della montagna. È chiamata ad essere unita nell'amore fraterno, «perché il mondo creda» (Gv 17,21): la comunione concretamente sperimentata sarà segno trasparente di Dio e con il suo fascino attirerà gli uomini a lui. La Chiesa «riceve la missione di annunciare il regno di Dio e di Cristo e di instaurarlo fra tutte le genti; di questo regno essa costituisce sulla terra il germe e l'inizio». Lo annuncia con la predicazione; lo celebra con la liturgia; lo testimonia con il servizio e la condivisione dei beni spirituali e materiali. Annuncio, celebrazione e testimonianza costituiscono insieme il segno globale dell'Amore misericordioso che viene a salvare. Gli uomini possono quasi toccarlo con mano e aprirsi alla speranza di un mondo nuovo, che già adesso germoglia»
(Catechismo degli Adulti, 565).