| Omelia (02-01-2026) |
| Missionari della Via |
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La consapevolezza della nostra missione nasce da ciò che riconosciamo di noi stessi. Non si tratta di una semplice riflessione ma di un cammino interiore che porta a guardarsi davanti a Dio senza paura. Tuttavia, come ogni dono autentico, questa consapevolezza fiorisce solo nel terreno dell'umiltà. È l'umile, infatti, che sa guardarsi con verità e sa riconoscere ciò che vive, ciò che sente, senza maschere, senza timore del giudizio: solo davanti a Dio. In questa trasparenza, la missione si rivela non come un compito da svolgere, ma come un'identità da abitare. Giovanni sapeva cosa faceva, sapeva chi era e soprattutto chi era Gesù, sapeva perciò annunciarlo con veracità. Anche noi possiamo partire dal guardarci davanti a Dio, senza avere paura. Tanti per paura di affrontare sé stessi distruggono relazioni, amicizie, diventano codardi. Che bello quando un marito sa dire: "mia moglie è più responsabile e forte di me"; quando una donna sa dire: "mio marito sa essere più comprensivo di me". Quando riconosciamo noi stessi senza nessun pregiudizio, senza nasconderci dietro alle posizioni sociali o a ideologie, sappiamo chiamare i problemi per nome e sappiamo riconoscere noi stessi senza paura di essere svalutati. «L'umiltà essenziale è quella della creatura che prende coscienza di sé al cospetto di Dio. Finché la persona si commisura con sé, con gli altri o con la società, non avrà mai l'idea esatta di ciò che è; gli manca la misura. San Francesco ha posseduto in modo eminente questa umiltà. Una massima che ripeteva spesso era: "Quello che un uomo è davanti a Dio, quello è, e nulla più". Ecco ciò che chiedeva a Dio sant'Agostino e che considerava la somma di tutta la sapienza: "Che io conosca me e che io conosca te; che io conosca me per umiliarmi e che io conosca te per amarti". Essere umili infatti non significa essere scontenti di sé e neppure riconoscere la propria miseria, né, per certi versi, la propria piccolezza. È guardare Dio prima che se stessi e misurare l'abisso che separa il finito dall'infinito. Più ci si rende conto di questo, più si diventa umili» (p. Raniero Cantalamessa). «Se sei umile, nulla ti toccherà, né le lodi né il disprezzo, perché sai ciò che sei.» «L'umiltà è la verità. Dobbiamo essere veri davanti a Dio, davanti a noi stessi e davanti agli altri» (santa Teresa di Calcutta). |