Omelia (01-01-2026)
Missionari della Via


La Chiesa nella sua sapienza pone l'inizio del nuovo anno sotto la custodia della Vergine Maria. Da questo brano cogliamo tre parole importanti: andare, meditare, lodare. La prima parola è andare: i pastori dopo l'annuncio dell'angelo non rimangono fermi ma si mettono in cammino. Camminare è icona del vivere e del credere, movimento fisico e spirituale del viandante che segue il Maestro, capace di lasciarsi "scomodare" dalle parole del Signore, dalle belle ispirazioni, dalle sofferenze del povero, del bisognoso, del forestiero. La pigrizia che porta alla comodità e ci ripiega nell'egoismo è sempre alla porta, dunque vigiliamo! La seconda parola è meditare. Maria custodiva parole e avvenimenti, meditandoli nel suo cuore, cercando di coglierne il senso profondo. Ai piedi che camminano si accompagna un cuore pensante e orante. Perché il nostro camminare non sia un girovagare abbiamo bisogno di avere un cuore connesso a Dio, quotidianamente nutrito dalla sua Parola. Perciò, perché il nostro tempo sia vissuto fruttuosamente, coltiviamo lo spazio della preghiera, della meditazione, dell'esame di coscienza. Come un albero non può crescere senza radici, così noi non possiamo crescere senza una profonda vita interiore. La terza parola è lodare. I pastori dopo aver contemplato la scena della natività, ritornarono a casa glorificando e lodando Dio. La lode è riconoscere Dio per ciò che è, è glorificarlo non solo per ciò che fa ma per la sua grandezza e bontà. Si manifesta come un'esultanza o un inno filiale che generalmente conduce a un senso di gioia e liberazione interiore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica arriva a definirla come: «una partecipazione alla beatitudine dei cuori puri, che amano Dio nella fede prima di vederlo nella Gloria» (n. 2639). La lode è una forma di preghiera potente ed efficace. Un testo della liturgia eucaristica ci invita a pregare Dio in questa maniera: «Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie; i nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva» (Messale Romano, Prefazio comune IV). Dunque, lodando siamo salvati; lodando ci apriamo alla grandezza di Dio, evitando di ripiegarci sulle nostre ristrettezze e sui nostri lamenti. Affidiamoci, dunque, alla Vergine Maria perché ci aiuti a camminare, meditare e lodare Dio, per essere pellegrini di speranza e di consolazione sulle strade del mondo.

«Santa Maria, donna della strada, come vorremmo somigliarti nelle nostre corse trafelate, ma non abbiamo traguardi. Siamo pellegrini come te, ma senza santuari verso cui andare. Camminiamo sull'asfalto, e il bitume cancella le nostre orme. Forzati del camminare, ci manca nella bisaccia di viandanti la cartina stradale che dia senso alle nostre itinerante... Santa Maria, donna della strada, segno di sicura speranza e di consolazione per il peregrinante popolo di Dio, facci capire come, più che sulle mappe della geografia, dobbiamo cercare sulle tavole della storia le carovaniere dei nostri pellegrinaggi. È su questi itinerari che crescerà la nostra fede. Prendici per mano e facci scorgere la presenza sacramentale di Dio sotto il filo dei giorni, negli accadimenti del tempo, nel volgere delle stagioni umane, nei tramonti delle onnipotenze terrene, nei crepuscoli mattinali di popoli nuovi, nelle attese di solidarietà che si colgono nell'aria... Se ci vedi allo sbando, sul ciglio della strada, fermati, Samaritana dolcissima, per versare sulle nostre ferite l'olio della consolazione e il vino della speranza. E poi rimettici in carreggiata. Dalle nebbie di questa valle di lacrime, in cui si consumano le nostre afflizioni, facci volgere gli occhi verso i monti da dove verrà l'aiuto. E allora sulle nostre strade fiorirà l'esultanza del magnificat» (don Tonino Bello).