| Omelia (06-01-2026) |
| don Michele Cerutti |
|
Commento su Matteo 2,1-12 Una delle forme di inquinamento di cui oggi poco si parla, ma che attraversa il nostro mondo è quella della luminosità. Se viviamo in mezzo a tante luci è sicuramente difficile scrutare il cielo e le stelle perché il fascio copre tutto l'ambiente. Questa forma di inquinamento riguarda anche la vita spirituale. Siamo immersi da tante false luci che non riusciamo a scrutare la vera Stella che illumina il cammino. Pensate i gerosolomitani, ovvero gli abitanti da Gerusalemme, vivono prossimi a quella Luce, ma vengono informati di questa presenza da persone lontane come i Magi. Essi distanti da quei luoghi guardando la volta celeste hanno scrutato quella Stella e interrogando le Scritture si sono avvicinati per conoscere quel Re di cui queste parlano. I Magi sono i cercatori di Dio. Prima di tutto si soffermano mettendo da parte tutte le false luci per scrutare quella vera. Un primo insegnamento a noi tutti cercare di sgomberare tutto quello che ci impedisce di guardare fisso il riferimento, la Stella polare del cammino. I Magi interrogano le Scritture. Essi comprendono che prima di mettersi in cammino è la Parola la bussola per non sbagliare. Una volta scrutata volta del cielo e una volta soffermatosi sulla Parola di Dio si mettono in cammino ben sapendo che i tempi non sono immediati. Dall'oriente partono ci dice il Vangelo e gli errori, le cadute che un cammino comporta ci sono. Essi vanno da Erode perché seguono logiche umane per cui un Re non può che abitare nei palazzi del potere. Hanno creato subbuglio in quei luoghi e indispettito quel sovrano così attaccato al suo ruolo da vedere in quelle comunicazioni dei Magi, dei capi dei sacerdoti e scribi una minaccia. È ancora una volta la Parola a muovere questi cercatori di Dio e a ritrovare il percorso. Comprendono che Dio sceglie logiche che non sono quelle umane. Debbono ricredersi quando giungono in un villaggio sperduto del Vicino Oriente Antico e scrutare la presenza di un bambino avvolto in fasce in una grotta. Non resta dopo un lungo cammino che inginocchiarsi davanti a questo Re e presentare i doni espressioni della regalità. Ci sono tutti gli ingredienti che ci parlano in particolare degli eventi della Passione. I timori di Erode, dei capi dei sacerdoti e degli scribi ci rimandano alla congiura che il potere religioso e politico tramerà nel Venerdì Santo contro Gesù. I doni che richiamano quando le donne sono andate al sepolcro per imbalsamare un cadavere. Ci sono anche elementi pasquali quando i Magi sono invitati a ritornare per altre strade per evitare di dare troppe informazioni ad Erode. L'incontro con Gesù comporta che bisogna fare altre strade. Il déjà vu non è di Dio. Guai se torniamo sugli stessi percorsi siamo sempre in balia a quelle false luci di cui il mondo ci circonda. Camminare quindi, facendoci aiutare dalla Parola e avendo sempre fisso lo sguardo sulla vera Luce allora una volta giunti sul posto siamo chiamati a stare davanti a Lui in adorazione fatta di silenzi che ci mettono nel vero dialogo con Dio. Ritornare alla vita di ogni giorno trovando nuove soluzioni e nuove strade. Veramente allora in mezzo ai tanti auguri di questi giorni quello più importante rimane: buon cammino. |