Omelia (11-01-2026)
padre Paul Devreux


In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. La prima immagine che Giovanni ci da della vita pubblica di Gesù è il battesimo. L'ultima sarà la passione. Nella prima decide di stare in mezzo ai peccatori, nell'ultima sta in mezzo a due condannati a morte. Decide così di condividere la vita e la condizione di tutti. Perché?
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, Giovanni ha ragione. Ma Gesù vuole essere un messia che parte dal basso, stando con noi, come se fosse anche lui un peccatore.
«Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Bellissimo scoprire che Gesù viene da me! Vale per tutti; prendiamone coscienza, ringraziamolo e domandiamoci: "Perché vieni da me?".
Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Per noi fare giustizia è fermare e punire chi ci fa del male. Ma quando sono stato io a fare del male, faccio lo stesso ragionamento o invoco misericordia, pretendendo l'impunità?
Il Signore viene incontro al nostro bisogno di giustizia dandoci sempre una nuova possibilità, amandoci e perdonandoci all'infinito. Per questo decide di stare con noi, facendo tutto il possibile perché ci possiamo sentire amati e perdonati, come il ladrone sulla croce. Solo quando mi sento amato e perdonato può nascere in me il desiderio di non fare più del male e fare del bene. Cosi Gesù punta a salvarci rendendoci tutti belli e capaci di amare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Il battesimo è entrare e poi uscire dall'acqua, simbolo di morte, perché non ci si respira, e poi uscire, vedere la luce, respirare! Gesù esce dall'acqua e il cielo si apre, permettendogli di vedere la luce che viene da Dio, e riceve lo Spirito Santo, che gli concede di avere sempre più chiaro chi è e cosa deve fare. Tutto questo grazie al fatto che ha deciso semplicemente di condividere la nostra realtà di peccatori.
Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento». Dio Padre si riconosce e condivide la prima scelta che ha fatto Gesù. Da qui parte un dialogo che consente a Gesù di avere una relazione speciale con suo Padre e che prova a trasmetterci, perché non ne è geloso e ci ama.
Facciamo anche noi memoria del nostro battesimo; buona domenica.