| Omelia (04-01-2026) |
| don Michele Cerutti |
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Una domenica per fare sintesi Non mi dilungherò molto questa domenica avendo vissuto molti precetti a distanza di pochi giorni e su più settimane. Ci vengono in aiuto questi versetti che sono un incipit del Vangelo del discepolo amato come sintesi mirabile di queste solennità. Il prologo giovanneo si pone nel periodo natalizio come chiave di lettura di questo tempo dell'anno liturgico. Giovanni compie un'azione editoriale particolare termina di scrivere il suo Vangelo e si premura di offrire una introduzione che ci aiuti a leggere il testo. Tema fondamentale è quel contrasto tra luci e tenebre che caratterizza tutta l'opera giovannea comprese le tre lettere e l'Apocalisse. Giovanni ci indica, in questo su incipit, come il Padre ha preparato questo evento inviando il Battista colui che ha cercato di spianare la strada alla Luce che è venuta a illuminare le tenebre del mondo. Sono versetti ostici, perché il discepolo amato, viene rappresentato da Ireneo di Lione, come l'aquila, il volatile che riesce a guardare la luce del sole senza abbagliarsi proprio per la profondità dei suoi scritti. Sono tanti i temi che si possono affrontare soffermandoci su questi versetti. Io analizzandoli trovo un filo comune che mi sembra possa scaturire. I teologi si sono posti nel Medio Evo, ma se l'uomo non avesse peccato Dio si sarebbe incarnato? Senza dilungarmi troppo abbiamo le due versioni in quella di Scoto, detta scotista, che crede che Dio si sarebbe incarnato e quella di Tommaso d'Aquino che afferma che l'incarnazione è proprio per redimere l'uomo proprio dal peccato. Io credo che Giovanni non ci voglia indicare le motivazioni in relazione al peccato, ma in relazione a questo amore di Dio così grande che ha voluto presentando il Figlio entrare in una relazione intima. In Cristo Dio ha mostrato il volto del Padre e questo va oltre ogni nostra speculazione sulla questione. Davanti a questo folle amore di Dio per noi più che domandarci le ragioni profonde della sua incarnazione chiediamoci come accogliere questa Luce che viene a rischiarare le tenebre. Domanda per evitare che ancora una volta un altro Natale scivoli via senza lasciare una traccia in noi. Su questo mistero abbiamo avuto un'abbondanza di Parola di Dio e di omelie. Troviamo in questi giorni una occasione per fare una sintesi di tutto quello che la liturgia in questi giorni ci ha proposto. Inizia il tempo della responsabilità di fronte a un Dio che si fa carne e vuole entrare nella storia di ciascuno di noi. Le nostre inquietudini si sciolgono e tutto riesce ad avere senso solo se ci faremo illuminare da questo Dio che si fa bambino. |