Omelia (25-12-2025)
don Alberto Brignoli
Luci di Natale

Già da parecchi giorni (e ogni anno sempre più anticipatamente, quasi fosse una gara a chi le accende prima...) un'infinità di luci che sembrano giocare tra di loro invade le nostre strade, e rende tutto più suggestivo, più romantico, soprattutto quelle viuzze, quelle piazzette e quegli scorci che durante l'anno ci sembrano così insignificanti, cosí ordinari, anche perché spesso li percorriamo di fretta, ogni santo giorno, passandovi davanti per andare al lavoro o a scuola, e perciò con l'animo non certo predisposto alla suggestione o al romanticismo. Se poi, da qualche parte, in questi primi giorni d'inverno ci si mette pure la neve a dare un tocco di magia al luccicare intermittente delle luci di Natale, allora tutto ci risulta magnificamente più dolce, e dona serenità al nostro cuore.
Queste luci - soprattutto quelle dai toni caldi e dai colori accesi - ci donano tranquillità e voglia di tenerezza, ci ispirano sentimenti di pace, di intimità con le persone che più amiamo, di desiderio di essere, ogni tanto, almeno per un po', migliori di quello che sempre siamo. Certo, insieme alla serenità ci portano anche tanta nostalgia, per qualcosa o qualcuno che non c'è più: da lì, il passo verso la malinconia è breve, e la malinconia è l'anticamera della tristezza, e la tristezza, purtroppo, è capace di fare chiudere gli occhi anche di fronte alla luce più suggestiva.
Ma come ogni luce provvisoria ed effimera, anche queste luci di Natale sono destinate a spegnersi, e a farci ripiombare in quella quotidianità della vita fatta di molte oscurità e di coni d'ombra che anche la luce più intensa fatica a illuminare. Spegnendosi, le luci di Natale lasceranno in noi il desiderio di riaccenderle tra un anno, in quell'anno nuovo prossimo ad arrivare, quando tutto sarà diverso da oggi, quando la vita avrà avuto tutto il tempo di darci, come sempre, delle belle batoste, ma anche tante piccole e grandi soddisfazioni. E se il nostro sguardo rimane limpido e non si lascia totalmente abbagliare dalla brillantezza di queste luci, ci accorgiamo già fin d'ora che anche le luci calde di Natale, pur rimanendo accese per buona parte del giorno, così corto in questo periodo dell'anno, hanno anch'esse le loro zone di ombra, come nei nostri suggestivi presepi, dove ci sono alcuni angoli nascosti, quasi misteriosi, che restano sempre poco illuminati. Segni di una vita che, anche a Natale, pur nella bellezza di tante luci, non smette di avere i suoi lati oscuri, i suoi angoli "in ombra".
E così, per un regalo fatto a un familiare, ce ne sono almeno altri tre che ci siamo esplicitamente dimenticati di fare; per un abbraccio dato all'uscita dalla Messa della Notte ce ne sono per lo meno altri dieci che evitiamo di dare perché non vogliamo essere ipocriti; per una persona che invitiamo a pranzo, ce ne sono altre due che non inviteremmo mai; per un piatto che lasceremo pulito perché mangiato con gusto, ci sono, nelle nostre città, almeno altri dieci piatti che rimarranno anch'essi vuoti, ma per tutt'altro motivo,
Insomma, a ogni luce, la sua ombra: e il mondo sa bene che anche a Natale ci sono luci che faticano a rimanere accese e a portare serenità e calore...
C'è un mondo di povertà e di miserie umane, materiali e spirituali, dove l'atmosfera luccicante del Natale consumistico fa sentire ancor di più il buio nel quale questo mondo si trova immerso. Il contrasto tra le luci e le ombre diviene stridente e fastidioso.
Pochi, pochissimi ricchi, ma ricchi di una ricchezza esagerata, inondano le loro case e le loro ville, i loro grattacieli, i loro piú o meno leciti spazi commerciali, di una quantità enorme di addobbi e di luci, lasciando a una sconfinata massa di poveri (che essi amano definire "ceto medio", ma che in realtà di medio hanno solo la medio-crità della loro condizione) l'amara consolazione di emozionarsi un po' vedendo brillare queste luci nelle notti del Natale che per loro rimarranno sempre e comunque buie.
Notti di Natale che, purtroppo, in tante parti del mondo, avranno la possibilità di essere illuminate solamente da altri tipi di luci: quelle dei traccianti delle contraeree, quelle dei bagliori delle bombe e degli incendi da esse provocate, mentre coloro che ordinano di sganciarle avranno anche questo Natale la sfrontatezza di farsi riprendere con le luci delle candele in mano pregando nelle solenni liturgie delle loro cattedrali dorate.
Notti di Natale che purtroppo, in molte case, saranno illuminate (se tutto va bene) dalle luci di un cellulare o di quel che ne rimane della sua batteria, perché la corrente per fare luce, in quelle case, non c'è più, costava troppo...
Notti di Natale illuminate da una luce fioca collocata su un comodino, al fianco del quale c'è il letto di un malato i cui occhi non sopportano più la luce e ancora non riescono a vedere la luce in fondo al loro tunnel, eterna o meno che essa sia.
C'è un intero popolo, un'intera e consistente porzione di umanità che anche a Natale si trova a vivere nelle tenebre. Ma questa notte, "il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce"; e anche se questa Luce vera è venuta nel mondo, "ma i suoi non l'hanno riconosciuta", essa continua a illuminare ogni uomo. Alcuni, però, l'hanno accolta: a questi, "ha dato potere di diventare figli di Dio". Oggi i poveri hanno una Luce in più. Una Luce che crea un'ombra talmente forte da impedire ai ricchi di orientarsi, nonostante si trovino rintanati nelle loro ville, sfavillanti di luci, ma prive di Luce vera; una Luce che verrà a visitare i poveri "come un sole che nasce dall'alto, per illuminare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte"; una Luce capace di "ricolmare di beni gli affamati e rimandare i ricchi a mani vuote".
Dio non si è ancora stancato dell'umanità. Dio crede ancora, anno dopo anno, nella potenza di una Luce che venga in ogni parte del mondo a ridare speranza a chi non l'ha; che venga a illuminare i marciapiedi delle nostre strade, i sottopassi delle nostre stazioni, i cortili delle nostre abitazioni, permettendo a ogni donna che fa ritorno a casa di poterci arrivare sana e salva; che venga a illuminare la mente di chi ha a cuore i privilegi personali più che il bene di un continente, di una nazione, di una regione, di un paese; che venga a far luce su delitti, crimini e ingiustizie ancora senza un colpevole; che venga a bruciare le mani di chi usa violenza e non ha pietà neppure di bambini, anziani e diversamente abili; che venga a dire ai perdenti di ogni mondo che nessun loro sacrificio è vano; che venga a portare chiarezza in una Chiesa che spesso brancola nel buio senza sapere più che direzione prendere; e che venga a ricordare a noi, che tutto sommato siamo ricchi anche se ci lamentiamo sempre, che ogni tanto ci farebbe bene fare una passeggiata non solo davanti alle vetrine piene di luci, ma negli angoli delle strade dove ancora tanta, troppa gente giace immersa nelle tenebre, nonostante anche per loro, oggi, sia Natale.