Omelia (25-12-2025)
don Michele Cerutti
La potenza di Dio si fa carne

Il popolo di Israele ha atteso con trepidazione l'evento che questa mattina stiamo rivivendo. Dio si è incarnato nella nostra storia e il popolo eletto attendeva un Messia liberatore e potente.
La delusione deve essere stata grande in molti perché non si è mai visto un Dio che sceglie una grotta e un poco di paglia per presentarsi al mondo.
Noi riviviamo un evento già vissuto nella storia, ma che si ripete nella nostra vita abitate da incertezze, paure ma anche gioie.
Ognuno questa mattina porta davanti a questo Dio che nasce la sua storia.
Viviamo con trepidazione le notizie del mondo con rumori di guerra ad ogni latitudine e con comunità cristiane che vivono all'ombra per sfuggire alla persecuzione. Rivivendo l'evento del Natale ci prepariamo al ritorno di Cristo nella gloria.
Anche noi come il popolo d'Israele attendiamo un Messia potente che sradichi il male del mondo.
Ogni anno poi ritorniamo un poco delusi perché quelle attese sembrano svanire.
Cosa fare allora per non farci sfuggire questo Dio fatto carne viene in aiuto proprio il presepe e la scena sorprendente che si presenta davanti ai pastori. Il segreto è proprio quello offerto da questa categoria di persone considerate ultime nella scala sociale del tempo. Essi hanno colto la profondità del Natale e che noi abbiamo perso a furia di rivivere abitudinariamente questo appuntamento: commuoversi davanti alla finitezza di Dio.
La sua potenza è la semplicità disarmante.
Occorre recuperare quel dono che i Santi invocavano per loro quelle delle lacrime. Davanti alle immagini terribili dell'Ucraina, a Gaza inondata dalla pioggia, ai bambini delle favelas sudamericane ci siamo ormai così tanto abituati che rimaniamo glaciali. Quel bambino ci ricorda che la potenza di Dio si manifesta nelle baraccopoli, nei palazzi sventrati dalle bombe e nelle pozzanghere delle tende.
Qualcuno dirà come?
Penso che davanti alla follia umana il Signore si rivela nei piccoli gesti eroici che si comunicano questi uomini e donne, anziani e bambini ogni giorno in piccoli gesti di carità.
Anche in noi si manifesta la potenza di Dio nelle attenzioni che ci vengono riversate in mezzo alle difficoltà di un figlio che ci fa soffrire, di un marito o di una moglie che ci ha lasciato, di un coniuge malato di un parente lontano che anche quest'anno a Natale non si fa vedere.
Questo è il segreto del Natale comprendere che in mezzo ai trambusti della storia quella dell'umanità e quella personale Dio è presente e si fa carne ovvero prende su di sé i nostri piccoli grandi problemi e fa sentire la sua presenza.
Allora questa mattina di Gaudio nel cielo diventa veramente di pace sulla terra e il nostro cuore sappia commuoversi di gratitudine perché Dio è entrato nella storia dell'umanità per non lasciarci soli. Buon Natale!