Omelia (25-12-2025)
don Michele Cerutti
Natale e la soavità di Dio

Quanti Natali possiamo contare nella nostra vita e sempre ci siamo attesi un Messia potente che entrasse nella nostra vita e con un colpo magico smontasse tutti i nostri problemi piccoli e grandi e smuovesse il cuore degli uomini ricercando la pace per tutta l'umanità.
Ahimé! Siamo molto spesso rimasti delusi.
Gesù, ci dice il Vangelo, entra nel mondo mentre questo sta volgendo lo sguardo verso le false sicurezze di sempre. In quei giorni l'Impero metteva in moto la complessa macchina di guerra del censimento per contarsi e contare le forze di cui poter disporre per ampliarsi e conquistare nuove terre.
Il Messia, l'atteso dell'Antico Testamento, entra in questo frangente nella storia dell'umanità. Entra in sordina lontano dai riflettori e persino deve cercarsi un posto per nascere.
I profeti probabilmente anche loro sarebbero rimasti delusi nel vedere che quelle profezie si concretizzavano in quella maniera.
Questo è da sempre così. Anche noi viviamo questa dimensione di attesa secondo logiche umane di potenza e di gloria.
Poi Gesù ci sorprende e si manifesta in un pagliericcio improvvisato dentro una grotta perché per la Sacra Famiglia non c'era posto.
Non c'è posto neanche oggi tutti presi dalle tante logiche del tutto e subito.
Anche oggi Dio nascerebbe in una grotta mentre siamo indaffarati a occupare i primi posti arrabbiati gli uni contro gli altri.
Questo anno rischiamo di vivere ancora una volta la delusione se non riusciamo a cambiare la nostra prospettiva nel vivere questa solennità.
Il segreto lo offrono i personaggi del presepe che si avvicinano alla grotta con sentimenti di commozione per la soavità di quello che si presenta davanti a loro.
Siamo chiamati a essere anche noi con uno stile mesto davanti alla piccolezza di Dio perché è questa la sua forza.
Maria ci offre lo stile quando ci dice Luca che la Vergine conservava tutte queste cose nel suo Cuore.
Non facciamoci scivolare l'evento di un Dio che si fa uomo e viviamo non nell'attesa di un Messia che spazza ogni cosa, ma di un Messia che si manifesta nei piccoli eventi della storia personale.
Quindi il Natale ci aiuta a comprendere che Dio è presente nei tuguri delle città sudamericane, nei palazzi sventrati dalle bombe a Kiev, nelle tende inondate dall'acqua a Gaza.
Quando succede questo? Nei piccoli gesti di tutti i giorni che anche in quei posti ognuno dona all'altro.
Così anche nella nostra vita in mezzo ai piccoli e grandi problemi troviamo Dio nelle attenzioni che ci vengono fatte per alleviare le nostre difficoltà.
Nel saper cogliere il delicato passaggio di Dio nella nostra vita attraverso i fratelli sappiamo giungere al cuore di questa solennità e riusciamo a cogliere la bellezza degli eventi che siamo chiamati come a Maria a custodire nel cuore.
Buon Natale carissimi il bambino che questa Notte nasce scuoti le nostre coscienze assopite e i nostri sogni grandiosi di potenza e di forza che molte volte senza accorgersi ci spingono a mangiarci gli uni con gli altri.
Natale non è un semplice edulcorante che zucchera la nostra fede è invece l'impegno a vivere rivolti verso ciò che è piccolo ed indifeso per saperlo custodire sul modello di Giuseppe.
Gesù principe della pace non ci lasci a crogiolarci nelle nostre false sicurezze, ma ci sproni a vivere per essere a nostra volta luce per gli uomini e le donne del nostro tempo che vivono le notti della loro Storia.