| Omelia (18-12-2025) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Ger 23,5-8 Come vivere questa Parola? Il cammino verso Betlemme è tortuoso e scosceso,...quello reale come quello spirituale, oggi come nella storia. Lo sa bene anche il profeta Geremia che deve emanare giudizi di condanna nei confronti di varie categorie di persone che, approfittando della propria posizione, non esercitano con responsabilità il proprio dovere, a scapito dei più deboli e indifesi. Si potrebbe dire che ogni individuo è - in qualche modo - un germoglio buono in potenza,...ma che non sempre porta frutti, anzi, rischia di inselvaggire. Il germoglio giusto invece è diverso: è ben attaccato al suo tronco, attinge dalle stesse sue radici e si arrampica in alto sul suo sostegno. La linfa vitale di cui si nutre con perseveranza, lo rende veritiero e saggio, giusto e retto. Chi gli sta accanto percepisce la serenità e compagnia sicura, di più, la guida giusta, di cui fidarsi, a cui affidarsi per proseguire il cammino senza temere valli oscure o degli svincoli poco chiari. Geremia al suo popolo annunzia una guida così: il suo nome sarà Signore-nostra-giustizia. L'evangelista oggi lo avvicina ancora di più al nostro vissuto quotidiano spesso carico di timori e insicurezze: gli sarà dato il nome Emmanuele, Dio-con-noi (cf Mt 1,23). È in lui la fonte della tranquillità chiunque si affida alla sua guida, ai suoi insegnamenti, ai suoi orientamenti. Quest'istruzione, accolta con umiltà responsabile, ci abilità a diventare a nostra volta guide / pastori / accompagnatori affidabili e sicuri per chi cammina accanto a noi, per il quale - oggi - noi possiamo diventare germoglio giusto e supporto sicuro.
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