| Omelia (17-12-2025) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gn 49,2.8-10 Come vivere questa Parola? Iniziano gli ultimi otto giorni di cammino verso Betlemme, accompagnati dalla tradizione sapiente raccolta nelle antifone "O". Mentre oggi ci disponiamo al dono della saggezza, il Vangelo ci propone la genealogia di Gesù (cf Mt 1,1-17), una lettura che ci riporta alle origini della storia della salvezza nella quale ogni singolo personaggio rappresenta un tassello indispensabile. Uno di questi è Giuda, il quartogenito del patriarca Giacobbe, protagonista - insieme ai suoi fratelli - di vari episodi narrati nella Genesi. Un tratto del suo percorso di vita viene riportato nel cap. 38, proprio quel tassello che lo inserisce nella genealogia storico-salvifica e che spiega anche la specifica benedizione paterna. Ai piedi del padre Giacobbe morente Giuda è chiamato insieme ai suoi fratelli, per sentire le sue ultime parole. Il doppio imperativo "ascoltate" riguarda tutti insieme, cioè i figli/fratelli ormai riconciliati, che sono riusciti a dipanare le loro discordie. Ma quel "ascolta" è rivolto soprattutto a ciascuno in particolare. L'annuncio profetico a Giuda riguarda sia la sua nuova posizione tra i fratelli sia le responsabilità future dei suoi discendenti, della sua tribù. Non era un figlio né fratello perfetto Giuda; ha saputo però ravvedersi e riconoscere l'azione divina nella sua e nella vita di chi lo circondava. Lo rivela già il suo nome: colui che "loda il Signore" sarà lodato da tutti i suoi fratelli. Le sue azioni saranno forti, vittoriose, regali - come di un giovane leone; e quello scettro di comando intravvisto anche da Balaam per sempre gli apparterrà. Certo - se saprà ascoltare la voce del padre, la parola del Padre e a praticarla nella quotidianità; se l'eredità spirituale che gli è stata affidata diventerà un dono condiviso con fortezza, con benevolenza e saggezza fraterna.
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