Omelia (21-12-2025)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Mt 1,18-24

Come vivere questa Parola?

«Così fu generato Gesù Cristo». Sembra l'inizio di un racconto. In realtà è l'originale congiunzione del passato con il presente, segno che la storia è sempre storia di salvezza perché abitata da Dio. Quando l'Evangelista scrive queste parole intende mettere in risalto una sottile linea che percorre il tempo dalle origini al (nostro) presente. Una sottile e a volte impercettibile traccia della presenza di un Dio che ha deciso di far parte della nostra vita, della vita di tutti. Un Dio che non se ne sta "tranquillo" ma assume fino in fondo le conseguenze della scelta di volerci, di averci amato "in Cristo" fin dall'origine del mondo. Con questo brano arriviamo alla soglia della manifestazione visibile, carnale, storica del Figlio di Dio. le ultime battute che danno senso ai nomi di cui l'esordio del primo vangelo ha fatto memoria. Ora si tratta di concentrarci solo su Gesù; quel piccolo Bambino che tra meno di una settimana andremo ad adorare con i pastori e poi con i Magi. Andremo ad adorare perché lì, in Lui, è presente tutto Dio. Perché Lui dà senso a ciascuno di noi, all'umanità di ieri e di oggi. Perché Lui è la pienezza e a Lui possiamo e dobbiamo andare per avere le risposte agli interrogativi che assillano la nostra mente. Come mai un Dio onnipotente vuole farsi riconoscere in un Bambino dei nostri, accudito da una famiglia speciale? La risposta affonda le radici in un'antica profezia richiamata dal vangelo e che manifesta il desiderio profondo di Dio di essere "con-noi", l'Emmanuele. E Matteo utilizza almeno due volte questa espressione: qui, all'inizio del suo vangelo, e alla conclusione, quando riporta le parole di Gesù prima dell'ascensione: «Io sono con voi».

Ecco il senso della nascita di Gesù, del Suo essere Dio-con-noi. Dio non è il grande assente, ma con noi il protagonista di una storia.


A Te, vero Dio e vero uomo, si innalza la nostra umile preghiera: concedi la grazia di aprirti uno spazio nel nostro cuore affinché come Salvatore Tu possa nascere e manifestarTi in questo nostro mondo che ha tanto bisogno del tuo Vangelo.


La voce di una chirurgo pediatra

"ll tema dell'origine di Gesù, la questione della sua provenienza, intesse un legame armonioso e indissolubile con la rivelazione fatta a Israele, di cui Gesù è il culmine. Tutto lo svolgimento del mistero di incarnazione, vita, morte e risurrezione di Gesù di Nazaret avverrà in continuità con la rivelazione fatta al popolo di Dio attraverso la bocca dei profeti e che si esprime nell'attesa del Messia. Dall'altro lato, il testo dimostra che la genealogia di Gesù presenta un nuovo inizio, in Maria, con la quale finisce ed è relativizzata tutta la genealogia. In lei la fedeltà alla fede del suo popolo e la novità radicale di cui è protagonista si integrano e si completano.

L'umile ragazza di Nazaret, Maria, promessa a un uomo giusto di nome Giuseppe, è dunque colei in cui avviene un nuovo inizio per l'umanità. Nuova Eva, è in lei che il fatto di essere una persona umana ricomincia in modo nuovo. La radice ultima e definitiva di colui che incarna la presenza di Dio nel mondo si trova in alto, in Dio che è all'origine di ogni essere. E anche nel corpo fecondo di Maria di Nazaret. In Gesù l'umanità ricomincia. La genealogia descritta nei Vangeli esprime infatti una promessa che non riguarda soltanto la famiglia o il popolo in cui Gesù nascerà, ma l'umanità tutta. Gesù assume in sé tutta l'umanità, tutta la storia dell'umanità, e le dà una svolta nuova, decisiva verso un nuovo essere persona umana. L'origine di Gesù diventa, dunque, l'origine di ogni uomo e di ogni donna che viene al mondo. La sua origine è la nostra origine. La nostra vera «genealogia» è la fede in Gesù, che ci fa nascere da Dio.

Giuseppe, l'uomo giusto, fedele, credente, che nella legge del Signore trova la sua gioia, per il quale la legge diventa spontaneamente "vangelo", buona novella, riceve anch'egli l'annuncio dell'angelo, in sogno. L'annuncio è dono e anche impegno. Accogliendolo, Giuseppe si farà carico del bambino che nascerà dalla donna che ama e che non gli appartiene. Lo amerà e lo proteggerà e lo chiamerà Gesù. Grazie all'obbedienza libera di Maria, sostenuta da quella di Giuseppe, ha dunque luogo nella storia la nuova creazione. Evento universale, che pure si dà molto concretamente in un tempo esattamente databile e in un ambiente geografico esattamente indicato: l'universale e il concreto si toccano a vicenda"

Maria Clara Lucchetti Bingemer


Don Stefano Vanoli SDB - [email protected]