| Omelia (14-12-2025) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Gc 5,7-10 Come vivere questa Parola? Abbiamo iniziato l'Avvento con un calendario carico di buoni propositi? La terza domenica ci immette ormai nella seconda metà del cammino verso il Natale, e forse il tempo che scorre velocemente ci fa sentire un po' abbattuti e scoraggiati perché alcuni fioretti sono rimasti solo delle gemme che faticano a sbocciare. Per risollevarci, la breve esortazione dalla Lettera di Giacomo suggerisce un atteggiamento semplice ed efficace, ripetuto ben quattro volte: la costanza. Che può avere molteplici declinazioni pratiche nei nostri impegni quotidiani: perseveranza, tenacia, coerenza, comprensione, tranquillità, ecc. Il periodo fervente di preparazioni di vario tipo ci espone al rischio d'impazienza e di attese (o pretese) troppo alte, verso sé stessi o spesso nei confronti degli altri, con la tentazione di cadere in lamentele disapprovanti. Giacomo ci aiuta a non decentrarci: il Signore viene, è vicino! Questa è la certezza che rasserena, rincuora, rafforza il nostro passo e i nostri cuori. Abbiamo anche dei modelli a cui ispirarci. La saggezza del contadino, innanzitutto, che dell'attesa paziente e costante fa tesoro nell'esperienza quotidiana di fatica e d'imprevedibilità. E poi i profeti, costanti e fermi sia nell'ascolto della Parola di Dio che nella trasmissione del messaggio ai "sordi dal cuore indurito" di varie epoche e condizioni di vita. La liturgia di Avvento man mano ce li presenta: osserviamoli e seguiamo la loro testimonianza di attesa del Messia.
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