Omelia (11-01-2026)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)
Commento su Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17

ll battesimo ebraico è una tradizione secolare con radici nell'Antico Testamento. È un simbolo dell'identità ebraica e della continuità della fede ebraica per secoli. Si è evoluto nel corso dei secoli e oggi viene celebrato in vari modi in diverse comunità ebraiche. Il battesimo ebraico, noto come Brit Milah per i maschi e Brit Bat per le femmine, è una cerimonia fondamentale che introduce un neonato nella fede ebraica. Durante questo rito di passaggio, un maschio viene circonciso e una femmina riceve una benedizione speciale. Il battesimo ebraico è un atto simbolico che rappresenta l'ingresso del bambino nell'alleanza tra Dio e il popolo ebraico. Simboleggia la continuità della tradizione ebraica, l'adesione del bambino alla fede ebraica e l'impegno dei genitori a educarlo secondo i precetti ebraici.

Il battesimo, come rito d'immersione e simbolo di purificazione e di rinnovamento, era conosciuto dalle religioni antiche e dagli ebrei. Ma già il battesimo di Giovanni si differenziava da tutti questi per tre aspetti principali: mirava a una purificazione non più rituale, ma morale; non si ripeteva e rivestiva perciò l'aspetto di una iniziazione; aveva un valore escatologico per il fatto che introduceva nel gruppo di coloro che professavano un'attesa attiva del Messia vicino e costituivano in anticipo la sua comunità.

Attraverso queste e altre pratiche, Dio preparava al nuovo Battesimo, istituito da Gesù, e non dalla Chiesa.

Ma Giovanni Battista stesso dirà che il battesimo di Gesù sarà ulteriormente diverso: " Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco" (Mt 3,11) e " L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo" (Gv 1,34)

Il Battesimo di Gesù, a differenza dai riti precedenti e anche dal battesimo di quello di Giovanni, non si limita semplicemente a simboleggiare la salvezza o a preparare ad essa, ma la anticipa già al presente, sia pure in germe. Possiede infatti un potere efficace di perdonare i peccati e donare lo Spirito Santo. Incorporando al Signore morto e risorto, rende partecipi della vita stessa di Dio e introduce visibilmente nella sua comunità di salvezza, la Chiesa.

Parlando, scrivendo della rivelazione divina, dei suoi eventi, potremmo riferirci ad una geografia della fede. E, in questa geografia, primeggia il Giordano. Un fiume che appartiene al paese dell'anima cristiana. È proprio sulle rive del Giordano che Giovanni il Battista predica la conversione dai peccati per accogliere il regno di Dio che è vicino, e Gesù scende con la folla nell'acqua per farsi battezzare. Dopo la manifestazione del Signore ai pastori e ai magi, questa manifestazione di Gesù davanti a Giovanni assume un particolare carattere messianico. Si conclude la vecchia alleanza nel Precursore, si apre il nuovo popolo di Dio in Cristo Gesù. « Lascia fare per ora (dice il Signore a Giovanni che protesta: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?"), perché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Giovanni è la profezia, Gesù il compimento. L'ultimo dei profeti della antica alleanza cede il passo alla nuova alleanza che Gesù ha instaurato con la sua natività (« Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto », proclamerà una voce dal cielo nell'atto che lo Spirito di Dio discende sopra Gesù in forma di colomba) (Mt. 3, 13-17).

La « giustizia di Dio» e il piano preordinato dal Padre sino dall'eternità di mandare nel mondo il suo Figlio per « riconciliare a se tutte le cose». Nel battesimo il Messia viene accreditato. Il Padre, dichiarando la sua compiacenza, afferma la sua missione redentiva. E Gesù si presenta come «Servo di Jahvè», umile, senza prestigiose apparenze, che porta su di sé i peccati del suo popolo. Non era tenuto al battesimo di Giovanni, né moralmente, essendo la stessa innocenza, né legalmente, poiché la legge non l'imponeva a nessuno. Vi si volle assoggettare perché quel rito avrebbe portato con sé la rivelazione della sua dignità messianica. Per essere riconosciuto pubblicamente come Salvatore, per realizzare «la giustizia di Dio», Gesù « che non aveva peccato, s'è fatto peccato per noi, affinché, in lui, anche noi diventassimo giustizia di Dio» (2 Cor. 5, 21). Gesù porta « l'iniquità di tutti noi», e per questo chiede un battesimo penitenziale avvicinandosi a Giovanni insieme ai peccatori.

Nel battesimo di Gesù è il nostro battesimo, il battesimo della Chiesa, « nuovo popolo di Dio». Il vecchio Israele, figlio Primogenito, era passato tra le colonne dell'acqua del Mar Rosso e nel sentiero asciutto attraverso il Giordano; così il nuovo Israele di Dio in Cristo Gesù «esce dall'acqua», è liberato, redento. San Paolo insiste su questo concetto, d'immersione e di lavacro, sottolineando il mistero pasquale nel suo aspetto profetico e nella sua realtà. Nel libro dell'Esodo Israele viene liberato dall'Egitto per servire a Dio e offrirgli il sacrificio (Es. 4,22).

Nei Vangeli il nuovo Israele già nel Giordano è orientato alla passione e alla croce (Gesù stesso chiama la passione col nome di « Battesimo». « Devo ricevere un Battesimo, e quale è la mia angoscia finché non lo compia», (Lc. 12, 50); e ai figli di Zebedeo: « Potete voi bere il calice che io debbo bere ed essere battezzati del Battesimo di cui io debbo essere battezzato?» (Mc. 10, 38). Gesù inaugura la sua missione in un Battesimo di acqua, e la conclude in un Battesimo di sangue (I Gv. 5, 6). E a questo mistero di redenzione lo Spirito Santo « rende testimonianza».

Lo Spirito, che aleggiava sulle acque come forza di Dio a porre ordine nella creazione (Gen. 1, 1), appare «come colomba», scende e rimane per sempre in Cristo e nella Chiesa: « Ho posto il mio Spirito su di lui» (Is. 42, 1), «Tutti furono pieni di Spirito Santo» (At. 2, 4).

Il Battesimo è dunque epifania dell'Incarnazione, epifania della filiazione divina, epifania della messianità, epifania della Trinità, epifania del Mistero pasquale nella storia della salvezza che continua nel nostro battesimo: « Noi che fummo battezzati in Cristo Gesù, fummo battezzati nella sua morte, affinché, come Cristo fu risuscitato dalla potenza del Padre, anche noi vivessimo di una vita nuova» (Rom.6, 3-4).

Epifania mediante lo Spirito Santo. Il « figlio diletto» sul quale si posa lo Spirito di Dio è riconosciuto nella sua missione di profeta nell'annunzio del messaggio di salvezza, di sacerdote nell'unico sacrificio accetto al Padre, di re cioè Messia atteso come Salvatore. Noi pure nel nostro battesimo riceviamo una consacrazione profetica, sacerdotale e regale che impegna, deve impegnare in salvezza tutta la vita. Si tratta di riscoprire e vivere il nostro battesimo sacramentale.

È una iniziazione che ci fa entrare nella vera vita, la vita di Dio che, già nel tempo, è vita eterna.

È vocazione e missione, sancita da un carattere incancellabile che ci inserisce a servizio di Cristo nella Chiesa e della Chiesa in Cristo Gesù. È mistero di santificazione e di filiazione divina, che fa dell'uomo un membro vivo del Corpo di Cristo, e ci integra nella famiglia di Dio. È una nuova nascita, dalla morte alla vita, perché, come afferma Sant'Agostino, la rigenerazione battesimale e la vita eterna non sono che una sola medesima opera. È un passaggio dal peccato alla solidarietà dell'amore che riconcilia e salva.

È una anagrafe ecclesiale che ci offre un nome: «cristiano», un cognome: «cattolico». Segnati come siamo «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo», tutto il disegno di salvezza deve diventare nostro impegno quotidiano. Anche a noi sono rivolte le parole del Padre, anche sopra di noi si posa lo spirito di Dio. Vivere e testimoniare Cristo significa vivere e testimoniare il proprio battesimo. Ognuno di noi è investito della stessa missione di Gesù e per questa missione siamo consacrati.

È un battesimo di penitenza, che noi dobbiamo vivere in una perenne e ininterrotta conversione e comunione con Dio, e insieme battesimo che chiede ed esige da noi di diventare « segni» autentici del Signore: « Come il Padre ha mandato me, così io mando voi... Chi crederà a voi sarà salvo». Un battesimo di acqua e di sangue. Il sangue che ci ha rigenerati non dissecchi mai sulla nostra fronte, né venga mai meno in noi la sorgente d'acqua viva che sale in vita eterna! Su di noi scenda sempre la compiacenza del Signore.

Questo impegno deve estendersi in battesimo sociale per tutti.


Revisione di Vita:

Come singolo, come coppia, come famiglia, come comunità,come viviamo il nostro Battesimo...un rito, una cerimonia, una tradizione con "benefits", oppure, ogni giorno, un impegno, una crescita, un essere difficile "cristiano cattolico" verso me stesso, verso il mio "prossimo" e verso il sociale?
Claudio Righi