| Omelia (25-12-2025) |
| padre Paul Devreux |
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In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. È bellissimo il contrasto tra Cesare Augusto che ordina un censimento per sapere quanti sudditi ha e così celebrare la sua potenza, Giuseppe e Maria che umanamente non sono nessuno. L'ironia della storia ha voluto che se ancora si parla oggi di Augusto, è grazie a quel bambino che Giuseppe e Maria stanno portando. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio. Gesù nasce povero e lontano da casa, come un pellegrino, ma ricordiamoci che quando il testo dice che non c'era posto per loro non significa che non l'hanno accolto. Sarebbe un'offesa alla leggendaria ospitalità orientale. Significa che hanno considerato che non era opportuno farlo nascere in una stanza affollata, per cui preparano un posto dignitoso come possono, nell'unica stanza alternativa che avevano, cioè la grotta che fungeva da stalla dietro casa. C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. I pastori erano considerati malissimo, e ne erano perfettamente coscienti. Erano come quella gente che oggi noi non vogliamo né in casa, né vicino casa. I pastori erano convinti che anche Dio li aveva in orrore, tanto che pensavano che se Dio si fosse manifestato, la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stato di eliminarli; fulminarli. Invece ecco la buona notizia: Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Ecco l'incredibile: non solo Gesù non nasce a corte, tra i potenti, ma da l'annuncio della sua nascita ha chi meno se lo aspettava, a chi meno pensava di meritarselo. Essi furono presi da grande timore, Pensano: "Siamo fritti!", nel vero senso della parola. ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Salvatore da cosa? Anzitutto da ogni pessima immagine di Dio che l'uomo si era inventato, immaginando un Dio a nostra immagine e somiglianza. Per capire meglio questo concetto avete mai pensato a come il vostro cane vi immagina? Ci vede come un Dio cane; ma sempre cane è. Così noi quando immaginiamo Dio a nostra immagine, sbagliamo di molto. Gesù ci salva rivelandoci un Dio Padre. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». Il segno del bambino avvolto come tutti i bimbi e adagiato in una mangiatoia, è misero, ma è incredibile che il nostro Dio accetti di farsi così piccolo. È proprio questo che ci rivela sin da subito la sua grandezza. Dio, in Gesù, si fa piccolissimo e bisognoso, pur di non spaventarci più e di poter fare breccia nei nostri cuori. Buon Natale. |