Omelia (26-12-2025)
Missionari della Via


È particolare che il giorno dopo il Natale, in cui si festeggia la nascita del piccolo Bambin Gesù, si celebri il martirio di santo Stefano. Si passa da una gioia grande alle parole di Gesù che ci parla di persecuzioni e morte a causa del suo nome. Questo ci dice che seguire il Signore è bello, sì, ma è anche impegnativo. Se qualcuno ci ha detto che andare dietro a Gesù comporta solo cose belle e strade spianate non ci ha detto il vero. Per questo tante volte crolliamo sotto il peso di certe prove e di false parole che ci hanno promesso cose che il Signore non ci ha mai promesso! Per questo domandiamoci che immagine di cristianesimo abbiamo e se per il Signore siamo disposti anche a soffrire! Oggi, purtroppo, nel nostro opulento occidente ci si è tanto adeguati a certi stili di vita da non essere più segno di contraddizione. Siamo sinceri, tante volte abbiamo difficoltà ad annunciare il Signore nel nostro quotidiano, abbiamo difficoltà a fare anche il segno della croce prima di mangiare in un luogo pubblico perché abbiamo paura del giudizio della gente, che gli altri ci guardino. Preferiamo così conformarci alla massa perché è più semplice. In certe parti del mondo vanno incontro alla morte pur di partecipare ad una Messa e qui ci lamentiamo se c'è troppo caldo o troppo freddo! In certe parti del mondo pur di partecipare ad una santa Messa compiono a piedi marce di alcune ore, e a noi sembra troppo fare mezz'ora di strada con la macchina! Poveri noi! Abbiamo ridotto il nostro cristianesimo ad acqua zuccherata e a comode poltrone. Purtroppo questo lassismo non si riflette solo nel cammino cristiano; nella società sono state bandite o banalizzate parole come sacrificio e impegno. I genitori fanno di tutto perché i figli non si stanchino, fanno di tutto pur di spianare le loro strade da ostacoli che ne possono rendere difficoltoso il cammino. Il risultato? Forse siamo tutti un pochino troppo mollaccioni! Beh, oggi vogliamo chiedere al Signore il dono della coerenza, della costanza, di saper anche accogliere le inevitabili difficoltà che si incontrano nella vita perché solo attraverso di esse cresciamo come persone mature e responsabili!

«Per spronare ad essere forti, il Cardinale non addomestica le parole: "«Laissez-faire»: degna espressione del dizionario dei vigliacchi, quei pigri che non hanno voglia di lottare: essi hanno già accettato la sconfitta,... (del resto), scontrarsi con gli altri fa parte della vita normale... È con l'attrito che una pietra può diventare più liscia, più rotonda, più bella. Tornato all'essenziale, (l'uomo) riaffermata la sua fortezza, ecco che l'incontro «performativo» con il Signore produce l'effetto più sconvolgente, il perdono del nemico, l'amore del nemico.

Racconta così il Card. Van Thu'n:

«"Lei ci ama veramente?"
"Sì, vi amo sinceramente".
"Anche quando le facciamo del male? Quando soffre perché è stato in prigione per tanti anni senza giudizio.
"Pensate agli anni che abbiamo vissuto insieme. Vi ho amato realmente!»
"Quando lei sarà libero, non manderà i suoi a farci del male, a noi e alle nostre famiglie?".
"No, continuerò ad amarvi, anche se volete uccidermi".
Ma perché?".
"Perché Gesù mi ha insegnato ad amarvi. Se non lo faccio non sono più degno di essere chiamato cristiano"»
(Card. Van Thu'n).