Omelia (17-12-2025)
Missionari della Via
Commento su Matteo 1,1-17

Chi legge questa pagina in modo superficiale, potrebbe interpretare questo Vangelo come un semplice elenco di nomi, simile a una rubrica telefonica, dove cercare indirizzi e numeri. Ma dietro ogni nome c'è una storia, una chiamata, un cuore che ha incontrato Dio. Se la chiesa ha posto questo Vangelo proprio a ridosso del Natale è perché questo elenco di nomi ha un'importanza fondamentale. Gesù che nasce nella carne ha una genealogia ben precisa. In quanto uomo non viene dal nulla. Scorrendo quest'albero genealogico scopriamo anche nomi di persone che hanno commesso il male, persone che non hanno sempre avuto un trascorso religioso! E questo se da una parte quasi ci sorprende in negativo, dall'altra ci consola comprendendo che nessuno è perduto agli occhi di Dio, che anche il più grande peccatore può giungere a vivere bene e generare bontà. Scorrendo alcuni nomi vi è Davide che ricordiamo si invaghì di una donna sposata facendo pure uccidere il marito. Vi è suo figlio Salomone che, pur sapientissimo, cercando donne di diverse culture finì per costruire templi alle divinità. Vi è Tamar una prostituta. Vi è Rut una straniera non appartenente al popolo ebraico. Vi sono re che furono una sciagura nel periodo del loro regno... Ora, se noi pensiamo alla nostra vita e ai nostri fallimenti con sincerità, forse ci accorgiamo di non essere migliori di quei nomi che leggiamo nel Vangelo. Eppure, proprio loro Dio ha scelto! Si è servito delle loro fragilità e delle loro storie imperfette per compiere il disegno più grande: far sì che il suo Figlio, Gesù, assumesse la nostra carne mortale. Coraggio, dunque, qualsiasi cosa in questo momento il tuo cuore ti rimprovera, in qualunque peccato tu sia caduto, non disperare, non scoraggiarti, Dio ti tende la sua mano per rialzarti! «Anche se cado non rimango per terra perché il Signore mi tiene per mano» (cfr Sal 37,24). Le parole di questo salmo descrivono bene questa realtà! Sta a noi farci rialzare, a noi credere che il domani sarà migliore se facciamo entrare Cristo nella nostra vita. E questo vale sia per i non credenti, ma anche per noi che ci riteniamo credenti. Non dimentichiamo che ogni giorno facciamo esperienza del perdono di Dio, per questo non sentiamoci mai arrivati o migliori degli altri perché è bravo non solamente chi ben comincia ma chi ben finisce!

«In questa genealogia, oltre a Maria, vengono ricordate quattro donne. Non sono Sara, Rebecca, Lia, Rachele, cioè le grandi figure della storia d'Israele. Paradossalmente, invece, sono quattro donne pagane: Racab, Rut, Betsabea, Tamar, che apparentemente "disturbano" la purezza di una genealogia. Sono donne pagane nelle quali appare il futuro, l'universalità della salvezza. Sono anche donne peccatrici e così appare in loro anche il mistero della grazia: non sono le nostre opere che redimono il mondo, ma è il Signore che ci dà la vera vita» (Benedetto XVI).