Omelia (09-12-2025)
Missionari della Via


Un uomo che ha cento pecore ne smarrisce una, così lascia le novantanove sui monti per cercare quella che si è smarrita! Per un uomo che pensa che il suo valore dipenda dalle cose che possiede, il Vangelo di oggi è inspiegabile. Come fa un pastore a mettere a repentaglio la vita di tantissime pecore per salvarne solo una? Per uno che fa i conti con i numeri questo agire non è saggio, perché noi ragioniamo secondo il mondo e non secondo Dio. Con amarezza constatiamo che questo ragionamento, è spesso il nostro. "Vabbè, per una persona che si allontana dalla chiesa, dalla comunità, pazienza, non possiamo certo pensare di salvare tutti. E poi l'importante è che ho attorno a me tutti gli altri fedeli, le persone a me fidate". Questo ragionamento è mosso da chi non ha un cuore di padre o di madre. Pensate infatti a dei genitori che smarriscono uno dei loro figli, che uno di questi cada in brutti giri o nell'alcool o nella droga, pensate che si rassegnino così facilmente? Un padre, una madre sono capaci di percorrere il mondo, di scalare le montagne per ritrovare il proprio figlio. Noi oggi vogliamo chiedere al Signore un cuore di padre e un cuore di madre che si commuova, che si intenerisca, che si addolora, che non smette mai di cercare quel figlio lontano dalla grazia e dall'amore.

«Un giorno fu chiesto a un uomo sapiente: hai molti figli: qual è il tuo preferito? Rispose: Il figlio che preferisco è il più piccolo finché non è cresciuto; è quello che è assente finché non ritorna; è quello malato finché non guarisce; è quello che è in prigione finché non è liberato; è quello afflitto e infelice finché non è consolato» (parabola persiana).


IL BAMBINO RAPITO C'era una pacifica tribù che viveva in pianura ai piedi delle Ande. Un giorno, una feroce banda di predoni, che aveva il covo nascosto tra le vertiginose vette delle montagne, attaccò il villaggio. In mezzo al bottino che portarono via c'era anche un bambino, figlio di una famiglia della tribù di pianura, e lo portarono con loro in montagna.

La gente di pianura non sapeva come fare a scalare la montagna. Non conoscevano nessuno dei sentieri usati dalla gente di montagna, non sapevano come trovare quella gente o come trovare le loro tracce su quel terreno scosceso. Ciò nonostante mandarono un gruppo di uomini, i loro migliori guerrieri, a scalare la montagna per riportare a casa il bambino.

Gli uomini cominciarono la scalata prima in un modo, poi in un altro. Provarono un sentiero, poi un altro. Dopo diversi giorni di duri sforzi, erano riusciti ad andare solo un centinaio di metri su per la montagna. Sentendosi completamente impotenti, gli uomini di pianura si diedero per vinti e si prepararono a tornare al villaggio giù in basso. Mentre stavano per fare marcia indietro videro la madre del bambino che veniva verso di loro. Si accorsero che stava scendendo dalla montagna che loro non erano riusciti a scalare. E poi videro che portava il bambino in una sacca dietro le spalle. Uno degli uomini del gruppo la salutò e disse: «Non siamo riusciti a scalare questa montagna. Come hai fatto tu a riuscirci quando noi, che siamo gli uomini più forti del villaggio, non ce l'abbiamo fatta?».

La donna scrollò le spalle e disse: «Non era il vostro bambino!» (www.qumran2.net/).

Dio ha detto a ciascuno di noi: «Tu sei il figlio che amo. Tu sei il mio bambino». E niente e nessuno lo ha fermato per riportarci a casa.