| Omelia (11-12-2025) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Is 41,13-20 Come vivere questa Parola? Giunti a metà del cammino di Avvento, il profeta Isaia ci ricorda una realtà grande e importante da non dimenticare: davanti allo sguardo di Dio il più piccolo è il più grande, perché la sua eterna compassione ci misura non a partire dai nostri presunti traguardi, ma a partire dal nostro radicale bisogno di salvezza e di vita. È proprio la nostra realtà fragile e povera ciò che consente a Dio di operare in noi cose grandi, come canta il salmista: "Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su ogni creatura". (Sal 144,9) Il Signore ci viene in aiuto per sostenere e incoraggiare la nostra decisione e il nostro impegno a lavorare sempre su di noi per accordarci il permesso della piccolezza. Questo comporta una vera e propria lotta contro tutto ciò che condiziona il nostro vivere e agire, ponendosi come ostacolo ad una vita piena e libera. Abbiamo bisogno continuamente di dissodare il terreno del nostro cuore con forza e coraggio: "Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte", afferma Dio attraverso il profeta Isaia. Il dono di Dio non ci esonera dal nostro impegno vigoroso di fare cosa?
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