Omelia (27-07-2025)
Missionari della Via


Il tema del Vangelo di oggi è la preghiera. I discepoli guardando Gesù che prega avvertono il desiderio di imparare a pregare da Lui. Loro sapevano pregare con le formule della tradizione ebraica, ma nella preghiera di Gesù vedono una "qualità" diversa. Egli vive con Dio Padre un rapporto intimo, e tutta la sua vita è intrisa di preghiera, specialmente ogni sua azione importante è preceduta da lunghe soste nella preghiera, perciò i discepoli chiedono di poter vivere anche loro quest'unione con Dio. Questo è molto bello: da una parte risveglia la nostalgia di Dio e il desiderio di "respirare il suo amore" mediante la preghiera, desiderio che spesso viene sacrificato alle cose da fare o a sterili passatempi. Dall'altra ci fa riflettere sul nostro modo di pregare, non si tratta chiaramente di ostentare o teatralizzare, ma di chiederci: chi mi guarda è attratto alla preghiera? Quando prego, lo faccio sul serio? Ad esempio, durante la celebrazione eucaristica sono partecipe o distratto? Penso e mi chiedo se il parroco farà una buona performance con la sua omelia, o celebro sul serio?

Alla domanda dei discepoli Gesù risponde insegnando la preghiera del Padre nostro. Come disse Papa Francesco (Angelus 28 luglio 2019): «Gesù non dà una definizione astratta della preghiera, né insegna una tecnica efficace per pregare ed "ottenere" qualcosa. Egli invece invita i suoi a fare esperienza di preghiera, mettendoli direttamente in comunicazione col Padre, suscitando in essi una nostalgia per una relazione personale con Dio, con il Padre. Sta qui la novità della preghiera cristiana! Essa è dialogo tra persone che si amano, un dialogo basato sulla fiducia, sostenuto dall'ascolto e aperto all'impegno solidale [...] Ciò che chiediamo nel "Padre nostro" è già tutto realizzato in noi nel Figlio Unigenito: la santificazione del Nome, l'avvento del Regno, il dono del pane, del perdono e della liberazione dal male. Mentre chiediamo, noi apriamo la mano per ricevere [...] i doni che il Padre ci ha fatto vedere nel Figlio». Sì, il Padre nostro è la sintesi di ogni preghiera e ogni preghiera dovrebbe essere ricapitolata nel Padre nostro. A Dio chiediamo che il Suo nome sia santificato (cioè che Egli sia riconosciuto per ciò che è, il Santo, anche attraverso il nostro modo di vivere); che venga il suo regno (di amore, di giustizia e di pace, impegnandoci ad accoglierlo in noi e a costruirlo attorno a noi); che ci dia il pane quotidiano (cioè il necessario per vivere, dunque sia il "pane" materiale sia quello spirituale, ovvero il pane della Parola e dell'Eucaristia); che ci dia il suo perdono, impegnandoci a perdonare a nostra volta; e, infine, che non siamo abbandonati alla tentazione (ovvero invochiamo il suo aiuto per vincere la tentazione e saper scegliere il bene). A tal proposito spiega Lorenzetti: «La tentazione mette la libertà-responsabilità della persona di fronte a un bivio: il bene e il male. Ad esempio, aiutare il prossimo o lasciarlo perdere? Per scegliere il bene, è necessario l'aiuto di Dio che, d'altra parte, non lo impone a nessuno. Da qui la consapevolezza d'averne bisogno e di chiederlo fiduciosi nella preghiera... È consolante pensare e credere che Dio è sempre presente alla (o nella) tentazione, così da vincerla, anzi, trasformarla in conferma nella scelta del bene».

Poi Gesù racconta la parabola dell'amico importuno e dice: "bisogna insistere nella preghiera": «Dio desidera essere cercato, perché Dio è dono. È dono assoluto perché è amore e l'amore vuol donare tutto e donare se stesso. Uno ne riceve nella misura in cui lo desidera [...] Desidera questo corpo a corpo con noi perché noi chiediamo tante cose a Lui; alla fine Lui vuole solo una cosa: che entriamo in contatto con Lui» (p. Silvano Fausti). Perciò Gesù ci esorta a chiedere, a cercarlo, certi che Lui ci dà solo ciò che è il nostro vero bene. A volte quello che chiediamo è buono ma ci vuol tempo; altre volte proprio quest'attesa purifica il nostro desiderio e ci troviamo a chiedere qualcosa di più profondo. Ad esempio, ricordo una persona che all'inizio chiedeva al Signore che cambiassero alcune cose attorno a lei, dopo tempo si trovò a chiedere che Dio cambiasse lei e che quelle cose non la cambiassero in peggio! Altre volte, nonostante ciò che chiediamo ci sembri buono, Dio ha in mente un bene più grande; perciò sembra che la porta rimanga chiusa ma se perseveriamo un giorno si aprirà e scopriremo che Dio non ci ha dato quel che chiedevamo ma ci ha dato molto di più. In fondo, Egli ci dona sempre di più, perché ci dona se stesso! Con questi sentimenti di fiducia, chiediamo alla Vergine Maria di aiutarci a gustare il Padre Nostro, pregandolo uniti a Gesù per vivere secondo il Vangelo sotto la guida dello Spirito Santo.


PREGHIERA

«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46).