| Omelia (14-04-2002) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
|
Dalla Parola del giorno Voi per opera sua credete in Dio, che l'ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio. Come vivere questa Parola? Nella seconda lettura di questa terza domenica di pasqua, S.Pietro ci aiuta ancora a immergerci nel mistero pasquale: la realtà di fuoco e di luce per la quale il Signore Gesù, vincendo il male e la morte, è stato glorificato presso il Padre. E' proprio in forza della sua passione, morte e resurrezione che noi entriamo in familiarità col Padre. E' per lui che abbiamo la capacità di compiere quelle opere buone che il Padre attende da noi, in obbedienza al suo piano d'amore che è salvezza. Quello che più ci persuade a lasciarci salvare in obbedienza a Dio Padre è proprio l'altissimo prezzo di questa salvezza: non oro, né argento, ma la vita stessa del Figlio Unigenito, il suo sangue prezioso. E' la consapevolezza di questo altissimo prezzo che fa del nostro cuore un giardino di Dio in cui crescono vigorosi due alberi di vita che ci aprono interamente a Lui: la fede e la speranza. Oggi, nella mia pausa contemplativa, chiederò allo Spirito Santo di mettere radici salde e ben fondate in questa verità, perché il mio credere diventi fiducia dentro gli eventi delle giornate e il mio sperare mi dia di essere lieto anche nelle difficoltà, incoraggiando gli sfiduciati di cui è pieno il mondo. La voce di un pastore e profeta dei nostri giorni "Gesù Nazareno che cercate, il crocifisso, è risorto!" (Mc 16,6). E' un grido di vittoria. E' la proclama-zione che la morte di Gesù in croce è stata vinta dalla vita. E' questo il vangelo fondamentale della croce, è il vangelo che fa passare dalla disperazione alla speranza, dalla solitudine all'amicizia, dalla tristezza alla gioia, dalla debolezza alla potenza dello Spirito di Dio in noi. Carlo Maria Martini |