| Omelia (17-03-2002) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
|
Dalla Parola del giorno Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?". Come vivere questa Parola? Sono certamente parole "vertice" non solo del Vangelo ma di tutta la letteratura religiosa. E non sono certo solo letteratura ma ciò che incide di più nella vita, se si crede. Gesù le rivolge a Marta quando Lazzaro, fratello di lei e amico di Gesù, è nel sepolcro già da quattro giorni. La donna gli aveva detto: "Signore, se tu fossi stato qui, egli non sarebbe morto". Aveva dunque espresso una sua fede in Gesù ma ancora immatura, legata alla sua presenza fisica. Ora Gesù le propone un salto di qualità. Si tratta di CREDERE nel suo essere addirittura la "risurrezione e la vita": la chiave di volta dell'esistenza per chi si fida di lui. Si tratta di credere che l'amore di Gesù per noi è così forte da togliere ogni veleno alla morte. Si tratta di aprirsi a questo amore con pieno abbandono, come si apre il mattino alla vittoria del sole sulle tenebre della notte. Oggi, nella mia pausa contemplativa, mi lascio ripetere da Gesù l'interrogativo che egli pose a Marta: credi tu questo? Sì, è a me che il Signore chiede di essere "vero" fino in fondo nella mia fede in Lui. Dentro un contesto socio-culturale di una fede debole o magica o interamente "devitalizzata" che va a braccetto con tanta disperazione diffusa, il mio pregare è: Tu sei Risurrezione e Vita, Gesù. Lo credo e respiro speranza in te: per il mio cuore e per quello di tanti altri. La voce di un pastore e maestro Gesù sembra dirci che non ci sono condizioni veramente irreversibili; c'è solo la nostra poca fede che può però crescere fino alla totale fiducia nel Signore. Carlo Maria Martini |