| Omelia (22-04-2024) |
| don Michele Cerutti |
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Responsabilità dell' annuncio Ieri abbiamo contemplato Cristo buon e bel Pastore. Oggi lo sguardo è ancora rivolto a questa icona con brani evangelici tratti da Giovanni che ci aiutano a identificare Gesù con questo appellativo. Tuttavia la figura di Pietro ci aiuta a comprendere, con l'episodio raccontato da Atti, cosa significa che Cristo è il buon e bel Pastore. Il Principe degli Apostoli ci dice che le pecore a cui siamo indirizzati sono anche coloro che possono essere lontani dai nostri ambienti. "Ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre" dice Giovanni in altri versetti del capitolo che abbiamo proclamato. Cornelio ci indica la responsabilità della missione. Questa ci apre al mondo che deve ancora sentire un nuovo annuncio di salvezza. La Chiesa, da Cornelio in poi, fa propria la dimensione missionaria, nella consapevolezza che Cristo è venuto per tutti. Tale dimensione trova fondamento anche nel Vangelo quando Gesù non disdegna di parlare con una samaritana, alla donna fenicia concede il miracolo. Questa spinta alla missione ci richiede allora anche a noi di vincere le paure e i timori gli stessi che hanno attraversato Pietro nell'andare verso questo pagano e vincendo anche tutte le nostre precomprensioni. Spinta che ci deve condurre là dove viviamo di testimoniare con la nostra vita cercando di essere in primis uomini e donne di comunione e poi anche con le parole spezzando a coloro che non conoscono il Vangelo, la Parola di Dio come fondamento della speranza. Tra qualche giorno iniziamo il mese di Maggio, invochiamo Maria, come stella dell'evangelizzazione per sostenere il nostro cammino di missionari chiamati a essere fermento nelle nostre realtà dove ancora stenta a crescere il nome di Gesù, buon e bel Pastore. |