Omelia (03-02-2002)
Casa di Preghiera San Biagio FMA


Dalla Parola del giorno
Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei cieli.

Come vivere questa Parola?
Il grande proclama di Gesù è quello delle Beatitudini, con quel martellante invito alla gioia (Beati vuol dire gioiosi, felici) che però scardina e rovescia i criteri mondani dell'acquisire contentezza. Quasi porta per inoltrare nelle altre, la prima delle beatitudini è quella di coloro che, nel loro spirito, sono contenti anzitutto della loro condizione creaturale. Come "creatura" ogni uomo è l'opposto dell' "onnipotenza". Ciascuno porta in sé un essere fragile, nudo, incompiuto che ha continuamente bisogno di trovare in Dio e nel fratello, nella sorella una sua compiutezza. E questa compiutezza, possiamo anche dire questa vera ricchezza, non è nell'ordine dei beni materiali, ma nell'ordine dell'amore che è il Regno di Dio in noi. Anzi, chi è avido di denaro, di roba, di successo e simili, è uno che volta le spalle alla contentezza. La gioia infatti è anzitutto l'accettazione lieta e tranquilla della propria povertà.

Oggi, nel mio rientro al cuore, lascerò risuonare l'oracolo del profeta Sofonia: "Farò restare in mezzo a te, o Israele, un popolo UMILE e POVERO; confiderà nel nome del Signore". Chiedo di credere a questa profezia! L'esercizio connesso sarà quello di fare a meno del superfluo: a casa e fuori. Sceglierò dovunque e in tutto un tenore semplice di vita che mi consenta di dare qualcosa di mio a chi ha meno di me.

La voce di un grande, vissuto in Oriente nel secolo scorso
Se tutti gli uomini imparassero a vivere semplicemente, ogni uomo avrebbe semplicemente di che vivere
Gandhi